Il 29 e 30 ottobre si svolgerà a Osimo il raduno femminista Rebel Rebel, che ha l’intento di far riunire e confrontare le attiviste italiane sui temi più discussi. Noi di Pasionaria.it saremo presenti e abbiamo contribuito a redigere il manifesto. Vi raccontiamo perché
Il web è ormai strumento imprescindibile di ogni attivismo: grazie ai blog e ai social network si riesce a fare rete e rendere note al grande pubblico le attività delle associazioni e dei gruppi locali.
Vale anche per il femminismo: ogni giorno le attiviste discutono via mail, sui gruppi Facebook, nelle chat. Ma in momenti cruciali come quello che stiamo vivendo, nasce anche la necessità di poterci confrontare di persona per programmare azioni future a livello nazionale.
Da questa esigenza parte Rebel Rebel, il raduno femminista che si terrà a Osimo il 29 e il 30 ottobre, di cui noi di Pasionaria abbiamo contribuito a redigere il manifesto: l’intento è far riunire femministe di diverse generazioni per un dibattito partecipato sui temi più importanti.
Ecco tre buone ragioni perché noi di Pasionaria abbiamo deciso di partecipare, mettendo da parte divergenze e contrapposizioni che troppo spesso minano il dialogo e indeboliscono l’efficacia della lotta femminista.

Conoscere
Ogni gruppo di attiviste conosce le realtà più affini o più vicine nel territorio, ma per costruire reti più ampie ed efficaci è fondamentale conoscere anche chi ha esperienze e conoscenze diverse dalle nostre.
E’ davvero difficile, però, tenere traccia di tutte le lotte e di tutte le iniziative e buone pratiche che avvengono sul territorio nazionale.
Come dicevamo, il web è certamente un’ottima risorsa e uno strumento prezioso che permette di condividere con facilità e rapidità le informazioni e anche di organizzarsi. Ma non tutto avviene lì e soprattutto ci sono esperienze che hanno sul web minore visibilità e minor risonanza e rischiano di rimanere poco note se non avviene prima un contatto diretto.
Inoltre spesso parlarsi di persona, confrontarsi a viva voce può far emergere dettagli, nuove prospettive, anche personalità e caratteri che sulla Rete non sempre emergono.
Anche per molte di noi della redazione (Pasionaria è un progetto online) vederci di persona e frequentarci è sempre un’occasione per comprenderci meglio e aumentare le potenzialità del nostro progetto.
Dialogare
In una società dove troppo spesso la volontà di dialogo, anche acceso ma sempre civile, è considerata una debolezza, un cedere di fronte all’avversario oppure un’occasione per prevaricare attraverso la violenza verbale, pensiamo che sia necessario rivalutare il dialogo come mezzo di progresso.
Il dialogo è uno dei punti cardini del progetto Pasionaria: noi cerchiamo di interloquire con chiunque voglia farlo in modo democratico, anche quanto presenta idee e principi diversi dai nostri. La capacità di ascolto non lede i principi, ma può rendere più forte la loro difesa: è ascoltando le istanze degli altri che si possono rafforzare e arricchire le proprie argomentazioni, è esponendo in modo lucido e pacato i propri principi che si possono chiarire tante posizioni.
Essere aperti al dialogo non significa essere pronti a fare compromessi sui propri ideali (o peggio a farsi ingenuamente manipolare), ma riconoscere le diverse prospettive e le diverse opinioni.
Per quanto ci piacerebbe che il femminismo fosse unico e monolitico, capace di marciare sempre sotto la stessa bandiera, sappiamo bene che non è così, che i femminismi sono tanti. Ma forse quella che può sembrare una debolezza (il fatto che ci siano posizioni distanti e talvolta inconciliabili) non è necessariamente un male: il dissenso e la sua possibilità di espressione è alla base di ogni processo democratico.
Siamo convinte che i problemi sorgano quando, invece di riconoscere le differenze, si cerchi di espungere dal corpo vivo del femminismo ciò che è altro da noi. Pensiamo che chi si erga a giudice, dispensando patenti di legittimità dall’alto del suo scranno, abbia un atteggiamento lesivo nei confronti dei movimenti, che privilegi la personalità del singolo sull’azione comune. Che forse abbia paura del confronto franco e aspro.
Dialogare non vuol dire pretendere che le differenze non esistano, significa riconoscerle e scontrarcisi, con coraggio, franchezza, fedeltà ai propri principi, ma non ottusità.
Agire
Siamo convinte che per la sua propria natura difficilmente si possa contenere il femminismo in un corpo unico e farne soggetto politico unitario, proprio perché tante e diverse sono le membra che lo compongono, tante e diverse sono le sue anime politiche, ideologiche e sociali.
Siamo anche convinte però, come ha dimostrato l’esperienza di #ObiettiamoLaSanzione, che si possano trovare terreni comuni tra i vari femminismi, che si possano formare alleanze, di volta in volta diverse, verso fronti comuni.
Perché è vero che l’unione fa la forza, e per scopi definiti e precisi non è sempre necessario essere d’accordo su tutto se c’è alla base una condivisione di regole comuni e di rispetto reciproco.
Per questo andremo a Rebel Rebel, cariche delle nostre idee, delle nostre esperienze, dei nostri principi. Pronte a conoscere, a dialogare, ad agire. A vedere se siano possibili fronti di azione comune.
Per partecipare iscriviti via mail a rebelrebelraduno@libero.it. Trovi maggiori informazioni sul sito del raduno e sull’evento Facebook.
