Pubblicità sessiste al bando, suore ribelli e abbigliamento che discrimina

Notizie femministe dal 20 al 26 marzo

rass
Simpatiche pubblicità vintage…

 

Comune di Roma contro la pubblicità sessista: la giusta via?

La prima notizia della settimana è senz’altro l’intenzione da parte del sindaco di Roma Marino di vietare le pubblicità sessiste negli spazi comunali: no a tutti quei cartelloni che per pubblicizzare qualsiasi prodotto (che spesso niente ha a che fare con la sessualità) si usano dei corpi delle donne come fossero oggetti, solleticando o promuovendo un immaginario stereotipato di sottomissione e disuguaglianza. La presidente della Camera Laura Boldrini ha accolto con favore la proposta e ha sottolineato come anche le pubblicità che vedono la donna sempre ai fornelli sono stereotipate e non corrispondono più alla realtà. Non sono mancate critiche all’iniziativa, dalle accuse di censura a quelle avanzate sul blog del giornalista Michele Smargiassi, che mette in luce la problematicità dei criteri.

Senz’altro è un segnale importante che le istituzioni comincino a porsi il problema e a cercare di porvi rimedio, ma siamo convinte che, più che una forma di censura, sia utile una capillare azione di sensibilizzazione ed educazione: invece che vietare un certo tipo di pubblicità in alcuni spazi (mentre in altri rimane sdoganata), bisognerebbe lavorare per non renderla più appetibile per il pubblico di riferimento.

pasionarialogo

Via libera alla pillola dei cinque giorni dopo

Buone notizie questa settimana sul fronte della contraccezione: l’Agenzia nazionale del farmaco ha deciso che la pillola dei cinque giorni dopo ElleOne potrà essere acquistata dalle persone maggiorenni senza obbligo di prescrizione medica, che permane invece per quelle minorenni (al fine, spiega il direttore Pani, di tutelarne la salute). È stata inoltre abolita un’anomalia tutta italiana introdotta dal 2012: la necessità di effettuare un test di gravidanza prima di ottenere la prescrizione per questo farmaco. Con questa decisione l’Aifa si allinea al parere dell’Ema, l’Agenzia Europea per i medicinali, ispirandosi in particolare alla legislazione della Germania.

Mario Puiatti, presidente dell’Associazione Italiana per l’educazione demografica, esprime perplessità sulla scelta dell’obbligo di prescrizione per le minori di diciotto anni e rileva come l’Aifa debba adesso sanare una vistosa contraddizione: la pillola del giorno dopo necessita ancora della ricetta medica.
pasionarialogo

Violenza sulle donne, l’Afghanistan si ribella

Migliaia di donne e uomini stanchi delle violenze che le donne devono subire quotidianamente in Afghanistan sono scesi in piazza a Kabul ed Herat City, per chiedere giustizia per Farkhunda, la ragazza di 27 anni linciata e poi bruciata vicino ad una moschea da una folla inferocita che la accusava ingiustamente di avere oltraggiato copie del Corano. Protagoniste della protesta sono state le donne che durante il funerale della ragazza avevano deciso di trasportare la bara, compito che normalmente è riservato agli uomini. I manifestanti, oltre a chiedere che i colpevoli dell’atto di orribile violenza siano processati, hanno chiesto a gran voce parità di diritti per le donne afghane. Nonostante le previsioni dell’Onu – annunciate la settimana durante la Commissione sulla situazione delle donne – che l’uguglianza di genere sarà raggiunta nel 2030, le donne afghane hanno ottimi motivi per dubitare seriamente che ciò accadrà anche nel loro paese.

pasionarialogo

 Paternalismo e battutacce: le suore non ci stanno

Che la Chiesa abbia un atteggiamento paternalista nei confronti delle donne non è una novità. Ma che delle suore di clausura rispondano pan per focaccia a chi le giudica represse lo è un po’ di più. Tutto nasce dalla visita a Napoli di papa Francesco: i giornali hanno diffuso con titoli ridicoli il video di un gruppo di suore che facevano festa a Bergoglio, parlando di religiose “in delirio” o addirittura di “assalto delle monache”. Nel filmato, però, si vedevano solo delle signore emozionate che circondavano il pontefice per stringergli la mano. Il vero delirio, a nostro avviso, sono state le parole del cardinale Sepe, che ha trattato le suore come fossero delle scolarette isteriche, ammonendole al microfono e mancando loro di rispetto.

Come se non bastasse, Luciana Littizzetto ci ha messo del suo con una battuta piuttosto infelice: “Non si capisce se erano tutte intorno al Papa perché non avevano mai visto un Papa o non avevano mai visto un uomo”. Pronta la replica delle Clarisse cappuccine sulla loro pagina Facebook: “Ci dispiace che abbia pensato che le represse monache di clausura stessero aspettando il papa per abbracciare un uomo… probabilmente per fare questo avremmo scelto un altro luogo e ben altri uomini… se avessimo voluto… Non sarebbe forse il caso, cara Luciana, di aggiornare il tuo manzoniano immaginario delle monache di vita contemplativa?”. Nient’altro da aggiungere!

pasionarialogo

 Quando l’abbigliamento discrimina

Siete in grado di praticare sport senza indossare una gonna, una maglia di pizzo o accessori rosa? Noi siamo sicure di sì, ma guardando l’ultima proposta femminile lanciata della Nike sembra che loro pensino il contrario. La collezione – definita sul sito “un’espressione sfrontata di femminilità” – per noi, come segnalato da Megan Wiegand su Slate, è un insulto, non solo alle atlete, ma a tutte le donne, che proprio come gli uomini vorrebbero indossare vestiti comodi e funzionali quando fanno attività fisica.

Ma gli stereotipi di genere sull’abbigliamento cominciano fin dai primi anni di vita. Lo dimostra la campagna per chiedere che le bambine abbiano la  libertà di comprare qualsiasi tipo di scarpe vogliano, lanciata su Twitter da Jane Trow: sua figlia di 8 anni ne desiderava un paio che lasciava un’impronta da dinosauro, ma erano vendute solo per i maschi. La petizione si è diffusa velocemente con l’hashtag #inmyshoes, grazie anche alla partecipazione di molte scienziate, che hanno twittato foto delle loro scarpe dichiarando il proprio amore per i dinosauri. Che, come dice giustamente Bossy, non sono  solo una cosa da maschi!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.