Feminist news: Unioni civili, violenza contro le donne e razzismo e la proposta di legge per detassare gli assorbenti

Rassegna stampa dal 9 al 14 gennaio 2016

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Nuovi ostacoli per le Unioni civili in Parlamento

Ancora una settimana di fuoco per la legge sulle unioni civili: è di oggi la notizia che l’ala cattolica del PD presenterà una serie di emendamenti per demolire gli articoli che riguardano l’adozione del figlio del partner. Intanto FI, per bocca di Brunetta, ha annunciato che voterà contro il del Cirinnà. La discussione in aula, nel frattempo è stata rinviata al 28 per questioni tecniche (il voto di sfiducia al governo).  E se i cattoconservatori annunciano un nuovo family day, anche la parte progressista della società si mobilita per il 23 gennaio, giorno scelto per l’iniziativa #SVEGLIATITALIA. In moltissime piazze italiane si manifesterà per l’approvazione del del disegno di legge con la consapevolezza che è solo un piccolo passo verso l’uguaglianza delle persone lgbti.

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Le violenze contro le donne usate per generare razzismo

Non si attenuano le polemiche e le tensioni in Germania per le violenze di Colonia nella notte di San Silvestro dove decine e decine di donne (almeno 90 le vittime) sono state attaccate da un gruppo di mille giovani, apparentemente di origini mediorientali e nordafricane. Nel paese sono continuate le reazioni razziste, il partito anti islam ed i gruppi neonazisti hanno colto l’occasione per organizzare proteste, manifestazioni ed una vera e propria caccia allo straniero.

La paura degli immigrati e del diverso sta dilagando e denunce arrivano anche dalla Finlandia, dove a seguito di alcune molestie avvenute durante le celebrazioni per la notte di capodanno ad Helsinki e l’arresto di alcuni immigrati, il vice capo della polizia della città ha affermato che violenza sessuale e molestie sono un ‘nuovo fenomeno’ in Finlandia perché fatti così non erano mai avvenuti nei parchi e nelle strade prima dell’arrivo degli immigrati nel 2015.

Le affermazioni xenofobe hanno infiammato subito twitter ed altri social media. La giornalista Tiina-Rakel Liekki del giornale Yle ha chiesto alle donne finlandesi di condividere con l’hashtag #lääppijä (palleggiatore) le storie di molestie certamente non nuove al paese. In risposta alle affermazioni dell’ufficiale di polizia la garante per l’uguaglianza, Pirkko Mäkinen, ha affermato che la violenza e le molestie sono un fenomeno ben conosciuto in Finlandia: le statistiche stimano, infatti, che il 30-40 per cento delle donne finlandesi nel corso della propria vita è stata molestata o ha subito violenze sessuali.

Denunce di violenze di massa contro le donne arrivano anche dalla Svezia: sarebbero avvenute durante due passate edizioni di un festival estivo a Stoccolma. I fatti non erano però finora stati riportati sui giornali per decisione della polizia locale.

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Sciacallaggio mediatico sulla morte di due donne

Una 19enne è morta all’ospedale Cardarelli di Napoli dopo un’interruzione volontaria di gravidanza, suggerita dai medici a causa di probabili deformazioni del feto. La ministra Beatrice Lorenzin ha avviato le indagini sull’accaduto, mentre La Croce, il quotidiano online ultracattolico di Mario Adinolfi, e il sito antiabortista Notizie pro vita sono partiti all’assalto definendo l’Igv “aborto di Stato” e omicidio. Sui social gli ultracattolici non hanno perso l’occasione per fare victim blaming (incolpare la vittima): la morte di Gabriella è la giusta punizione per avere peccato.

Gogna mediatica e victim blaming  anche per Ashley Olsen, la “ragazza” americana uccisa a Firenze da un uomo senegalese. I giornali non hanno potuto fare a meno di ammiccare alla bellezza della vittima, sulla cui moralità e condotta sessuale si sono scatenate le accuse sui social, accompagnate dai “se l’è cercata” xenofobi suggeriti da Matteo Salvini e resi espliciti dai suoi sostenitori.
Per queste persone, pare, il corpo di una donna non è mai proprietà privata, non esiste autodeterminazione femminile né rispetto per la morte.

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La battaglia sulla ‘Tampon tax’ arriva in Parlamento

E’ approdata finalmente in Parlamento la proposta di legge sulla riduzione dell’Iva su assorbenti, tamponi, coppette e spugne mestruali. La proposta di legge, depositata da alcuni parlamentari di Possibile, chiede che su questi prodotti sia ridotta l’IVA dal 22 al 4%, equiparandoli ai prodotti essenziali. L’idea nasce da una campagna online lanciata in Italia (ne abbiamo parlato qui) seguendo le campagne già nate in altri paesi. Subito su Change.org le sorelle inglesi hanno lanciato un’altra petizione per chiedere al Parlamento italiano di approvare la legge.

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