Feminist news: rassegna stampa dal 22 al 28 aprile 2016

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Stupro, se un “no” non basta

La regola base per ogni rapporto sessuale è che il consenso va sempre rispettato. E un “no” vuol dire no. Eppure per la legislazione tedesca non è così, come denunciano molte donne e collettivi femministi in una lettera inviata alla cancelliera Angela Merkel, dopo la notizia che nei prossimi giorni il parlamento tedesco discuterà una nuova legge su stupro e molestie, in risposta ai fatti di ColoniaSecondo le donne che sostengono l’iniziativa “No significa no”, il nuovo disegno di legge è viziato all’origine, perché giudica il reato in base alla reazione della vittima, non al comportamento dell’aggressore. Se un principio del genere dovesse passare, sarebbe un enorme passo indietro rispetto alla cultura del consenso, del rispetto e dell’uguaglianza fra i generi. Una legge del genere sarebbe una legge patriarcale e sessista. Noi di Pasionaria ci auguriamo che le legittime proteste del comitato “No significa no” vengano ascoltate.

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Unioni civili: si va in aula alla Camera

Il 9 maggio il ddl sulle unioni civili arriverà alla Camera. Il testo è uscito dalla commissione Giustizia senza aver subito modifiche ed è stato calendarizzato dalla conferenza dei capigruppo. In un comunicato Gabriele Piazzoni, segretario di Arcigay, fa sapere che l’associazione seguirà da vicino il dibattito per evitare modifiche peggiorative al testo e si appella a Laura Boldrini, presidente della Camera, affinché il dibattito sia rispettoso e civile e non si ripetano le scene viste al Senato. Il premier Renzi ha già annunciato l’intenzione del governo di porre la fiducia sul testo, se la discussione dovesse protrarsi troppo a lungo.

Nell’attesa dell’approvazione della legge (monca) sulle unioni civili, Arcigay continua a combattere per una cultura del rispetto. Così Flavio Romano, il suo presidente, ha querelato Massimo Gandolfini, portavoce di “Difendiamo i nostri figli” per le sue reiterate affermazioni infamanti: ha dichiarato più volte che nell’agenda di Arcigay ci sarebbe la promozione della pedofilia. L’equivalenza omosessualità-pedofilia è un tradizionale argomento degli omofobi: è ora che chi sostiene simili infamie se ne assuma le conseguenze.

Sport: per Stefanova niente olimpiadi perché madre

La campionessa italiana di tennistavolo Nikoleta Stefanova ha chiesto al Coni e alla Fitet, la federazione italiana tennistavolo, di chiarire le motivazione dellesclusione dalle Olimpiadi di Rio, avvenuta in seguito alla sua seconda maternità. Secondo l’atleta l’interruzione degli allenamenti durante la gravidanza sarebbe il motivo dell’esclusione, tesi che se confermata costituirebbe un gravissimo caso di discriminazione di genere, lesivo del diritto costituzionalmente garantito alla maternità. La deputata Michela Marzano ha presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo che vengano resi pubblici i criteri della scelta dell’allenatore Patrizio Deniso, secondo cui la rinuncia agli allenamenti nel 2014 avrebbe condizionato per sempre ogni impegno con la Nazionale. La Fitet appoggia la decisione dell’allenatore: come denuncia da tempo Assist, si tratterebbe dell’ennesimo caso di atlete penalizzate perché madri o incinte.

Alle Olimpiadi di Rio  sarà invece presente la nuotatrice Federica Pellegrininominata ufficialmente dal Coni come portabandiera. E’ la seconda volta in assoluto che una donna viene scelta come rappresentante dello sport italiano, la quinta nella storia delle olimpiadi moderne. Prima di lei c’era stata solo Valentina Vezzali nel 2012. Sarà sempre una donna la portabandiera paralimpica, Martina Caironi, centometrista che detiene il record per la categoria T42.

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India, prime ministre all’ombra dei padri e bottoni anti-stupro

Per la prima volta una delle zone più problematiche dell’India, il Kashmir – dilaniato da anni dalla guerra dei separatisti che vorrebbero annettere lo stato al Pakistan – ha una premier donnaMehbooba Mufti, 57 anni, musulmana, che è anche la seconda donna in assoluto a diventare premier di uno stato indiano. Anche lei, come molte altre politiche asiatiche (da Indira Gandhi a Benazir Bhutto), ha ereditato il ruolo politico di suo padre: ciò dimostra che l’appartenenza familiare continua a essere ancora il primo canale di promozione politica delle donne in molti Paesi, forse perché da sole, senza l’ombra di un uomo a rassicurare gli elettori, non potrebbero mai avere una chance di essere elette.

Eppure l’India è un Paese che avrebbe un grande bisogno di rappresentanti politiche femminili, dato che la violenza contro le donne rappresenta un’emergenza sociale, a causa della cultura patriarcale ancora molto radicata e l’atteggiamento passivo di polizia e autorità. Per provare ad arginarla il governo ha introdotto da poco un “bottone anti-stupro” sul cellulare: tutti i telefoni, per legge, dovranno essere dotati di uno speciale “tasto per le emergenze”. Non sarebbe più utile agire educando i maschi a non stuprare, invece che costringere le donne a vivere nell’ansia di essere aggredite?pasionarialogo

Passi verso l’uguaglianza anche sulle banconote

La scrittrice Nan Shepherd sarà raffigurata sulle banconote di 5 Sterline scozzesi. L’autrice del famoso tributo alle montagne scozzesi Cairngorm, sarà la seconda donna ad apparire su una banconota della Scozia. La prima fu la scienziata Mary Somerville. Anche la Banca di Inghilterra, dopo una campagna di successo dell’attivista Caroline Criado Perez, ha capitolato e ha deciso che dal 2017 la banconota da 10 sterline raffigurerà la scrittrice Jane Austen.

La battaglia per la parità di raffigurazione è avvenuta anche negli Stati Uniti (ne abbiamo parlato qui) dove a seguito della campagna #WomenOn20s, organizzata per chiedere al presidente Obama di celebrare una delle donne che hanno fatto la storia del paese sulla nuova banconota da 20 dollari. Il ministero del Tesoro ha annunciato che l’ex presidente americano Andrew Jackson scomparirà dal biglietto da 20 dollari per essere sostituito da Harriet Tubman: l’eroina della lotta contro lo schiavismo.

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