Feminist news: rassegna stampa dal 18 al 24 giugno 2016

Centri antiviolenza: presidio in Campidoglio contro la chiusura
Presidio in Campidoglio: foto dalla pagina Facebook di “Io decido”

Centri antiviolenza a rischio: il presidio a Roma

Venerdì 24 giugno si è tenuto un presidio in Campidoglio, la sede del Comune di Roma, organizzato dalla rete Io decido che si è mobilitata contro la chiusura dei centri antiviolenza della capitale. A giorni rischia di chiudere i battenti lo sportello SOS Donna H24 attivo nel Casale Rosa di via di Grotta Perfetta, gestito dalla cooperativa sociale Be Free, a causa della mancata proroga della concessione degli spazi da parte del Comune. E in bilico è anche lo storico centro antiviolenza “Donatella Colasanti e Rosaria Lopez attivo dal 1997, a causa di debiti contratti sempre dal Comune. Le attiviste (che denunciano anche la riapertura a singhiozzo del Centro antiviolenza D.AL.I.A. nel municipio V e la minaccia di chiusura della sede dell’Associazione Assolei in via Benedetta) hanno incontrato la nuova sindaca Virginia Raggi.

Nel mese dell’Onda Pride la Cassazione dice sì alla stepchild adoption

Un’altra vittoria per i diritti delle persone LGBTI in Italia e in particolare delle famiglie arcobaleno. La Corte di Cassazione (le cui sentenze fanno giurisprudenza) ha confermato la stepchild adoption in favore di una donna che aveva richiesto di adottare la figlia della compagna, avuta in Spagna attraverso l’inseminazione artificiale. Si prospetta sempre più una soluzione giuridica a ciò che la politica ha voluto negare, il diritto per i bambini delle famiglie arcobaleno di veder riconosciuti entrambi i genitori.

Quale miglior coronamento dell’Onda Pride che, partita da Roma il 12 giugno, la scorsa settimana ha visto manifestazioni in tutta Italia, tra le quali quelle partecipatissime di Palermo Firenze (secondo gli organizzatori 30mila persone, fra le quali anche noi di Pasionaria). Si è marciato per i diritti che ancora mancano (proprio pochi giorni dopo si sono registrate due aggressioni omofobe, a Treviso e a Siracusa) e anche per ricordare le vittime di Orlando e per protestare contro la violenza di genere. Appuntamento in altre città, a partire da Bologna, per sabato 25.
Un bel segnale arriva anche dal vescovo di Cagliari don Miglio, che ha chiesto scusa per l’omelia tenuta da don Pusceddu, il prete che aveva sostenuto che gli omosessuali meritassero la morte.

Le nuove sindache accolte da stereotipi e sessismi

La scorsa settimana due donne hanno dato uno scossone alla politica italiana: Virigina Raggi e Chiara Appendino hanno vinto i ballottaggi a Roma e Torino. Giovani, del Movimento 5 stelle, ma soprattutto donne: è questo l’aspetto che più ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica, ancora impreparata a una presenza sempre più determinante delle signore nei luoghi di potere. L’inadeguatezza dei nostri commentatori politici è dimostrata da titoli e articoli di giornale che spaziano dal più banale stereotipo di genere (con riferimenti al trucco e ai tacchi, alla maternità) al più becero sessismo dei soliti giornalacci di destra (Libero ha titolato: “Ma saranno capaci?”). Il paternalismo, però, è trasversale come denunciato da Michela Murgia, che ha chiesto di smetterla di chiamarle “ragazze”. Un aspetto positivo è che il dibattito sull’utilizzo al femminile dei titoli e delle cariche delle donne sia finito sulle prime pagine e in tv: alla fine anche Raggi, inizialmente contraria, ha capitolato, ricordando che l’Accademia della Crusca ha stabilito la correttezza del termine “sindaca“.

Incesto e abusi in Campania: l’87% sono bambine

Le bambine tra i 6 e i 10 anni rappresentano l’87% dei 200 casi di incestoabuso sui minori emersi da un’indagine condotta dal Garante dell’infanzia e dell’adolescenza in Campania. I dati hanno evidenziato la consistenza e la trasversalità dell’abuso intrafamiliare, ritenuto normale e socialmente accettabile in un contesto in cui le bambine sono considerate proprietà della famiglia, che è libera di disporne come vuole.  Gli operatori sociali intervistati hanno riferito di avere spesso sentito padri dire riguardo alle figlie: “Meglio perdere la verginità con me che con uno sconosciuto in un hotel”.

Diritti Lgbti: il documento vuoto del Consiglio Ue

Il Consiglio dell’Unione Europea, ha finalmente, per la prima volta nella storia, adottato nelle sue conclusioni un documento che fa riferimento ai diritti LGBTI. Il documento chiede alla Commissione di promuovere le misure stabilite in una lista di azioni per contribuire al raggiungimento dell’uguaglianza, includendo anche la realizzazione di un rapporto annuale sulla situazione. Quello che può sembrare un passo avanti, è stato però criticato dall’Intergruppo per i diritti LGBTI del parlamento Europeo, perché il documento contiene una misura che costituisce un pericolo per l’uguaglianza: afferma che la Commissione deve rispettare “l’identità nazionale e le tradizioni degli Stati membri”, retorica generalmente usata per fermare le richieste di diritti delle persone LGBTI nei singoli paesi.

Pride in Europa tra le violenze di Istanbul e i colori di Vilnius

Nel mese di giugno oltre alla nostrana onda Pride le manifestazioni LGBTI si svolgono in tante altre città ma purtroppo non sempre pacificamente. Il pride di Istanbul è stato bloccato violentemente dalla polizia turca che è intervenuta con cannoni d’acqua, gas lacrimogeni e proiettili di gomma sulla folla. La manifestazione non era stata autorizzata, ufficialmente per ragioni di sicurezza, ma centinaia di persone, hanno comunque deciso di partecipare alla marcia. Gli attacchi contro i manifestanti sono arrivati anche da nazionalisti e musulmani conservatori .

Lo scorso sabato, invece, la via principale di Vilnius, la capitale della Lituania, si è riempita di colori e bandiere arcobaleno di 3mila persone che sono scese in piazza per celebrare la terza edizione lituana del Baltic Pride, la marcia per i diritti LGBTI che si tiene in alternanza tra le repubbliche Baltiche. La parata è stata un successo senza violenze, solo sei anni dopo dalla prima edizione che si era tenuta alla periferia della città tra violenze e con grande presenza di contestatori di gruppi neo nazisti e conservatori.

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