Feminist News: rassegna stampa dal 20 al 27 maggio 2016

Antifascisti: la manifestazione "Madrid para todas"
Dalla pagina Facebook di “Madrid para todas”

Carolina del Sud: legge che mette in pericolo il diritto all’aborto

Negli Stati Uniti la governatrice repubblicana della Carolina del Sud Nikki Haley ha firmato la legge che vieta l’aborto dopo la 19esima settimana, escluso il caso che la gravidanza metta in pericolo la vita della madre o che il feto riporti gravi malformazioni che potrebbero determinare la sua morte dopo il parto. La legge, che nega il diritto delle donne all’autodeterminazione, è stata approvata dopo l’esclusione della possibilità di abortire in caso di gravidanza causata da stupro o incesto. La Carolina del Sud è il 17esimo stato degli Usa a introdurre questo divieto, che gradualmente corrode la sentenza della Corte Suprema del 1973 che ha legalizzato l’aborto (come sta provando a fare anche l’Oklahoma). Divieto che però è già stato sovvertito, fortunatamente, dai tribunali di tre stati, che hanno difeso il diritto all’aborto.

Madrid e Bologna: antifascisti e antisessisti in piazza

L’ondata di migranti che continua a chiedere rifugio in Europa è diventata la scusa ideale per i fascisti, rimasti per anni in sordina, di alzare la voce e imporsi all’attenzione dei media. E’ accaduto di recente anche a Madrid, dove il 21 maggio, quasi un migliaio di militanti di estrema destra (tra cui alcuni con tatuaggi nazisti in bella mostra) hanno sfilato in corteo per chiedere di anteporre i “diritti degli spagnoli” a quelli degli stranieri, come se i diritti non spettassero a tutti in quanto esseri umani. La risposta della città, però, è stata eccezionale: la manifestazione “Madrid Para Todas” (Madrid per tutte) – organizzata da collettivi antifascisti, antirazzisti e antisessisti – ha portato nelle strade, nello stesso momento, almeno cinquemila persone (con tanto di bacio gay di fronte ai fascisti). In Italia è raro riuscire a far scendere in piazza così tanta gente, ma c’è chi prova a fare ancora la differenza: a Bologna, sempre il 21, si è tenuta “Venamo Ovunque la prima “manifestazione nazioAnale transfemminista queer autonoma” organizzata dagli attivisti dello storico centro sociale Atlantide sgomberato dal sindaco qualche mese fa. Seguiamo il loro esempio: uniamoci e facciamoci sentire!
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Unioni civili: la legge è ufficiale, ma il referendum abrogativo è in arrivo

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato la legge n.76/2016 sulle unioni civili, che è stata poi pubblicata il giorno successivo. La norma entrerà dunque in vigore ufficialmente il 5 di giugno. Per potersi sposare o riconoscere i matrimoni contratti all’estero, però, occorrerà attendere i decreti attuativi, che Alfano dovrebbe emanare entro trenta giorni. Nel frattempo alcuni esponenti di vari partiti cattolici, di centro-destra e di destra, da Area Popolare a Fratelli d’Italia, hanno depositato la richiesta di referendum per abrogare le unioni civili (solo la prima parte, relativa alle coppie omosessuali). Se la Corte riterrà i quesiti accettabili, i promotori dovranno raccogliere le 500mila firme necessarie per indire il referendum.

Unesco contro l’omotransfobia nelle scuole

L’Unesco – l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura – ha finalmente espresso la necessità di adottare misure per combattere la violenza omofoba e transfoba nelle scuole. Un determinante passo avanti contro le discriminazioni, contenuto in un rapporto presentato in occasione della giornata mondiale contro la lotta all’omotransfobia, ricorrenza fissata il 17 maggio per celebrare il giorno in cui nel 1990 l’omosessualità è stata cancellata dalla lista delle malattie mentali dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Lo stesso giorno il dem Sergio Lo Giudice ha presentato un disegno di legge al Senato che propone di vietare per legge le cosiddette “terapie riparative” che pretendono di guarire l’omosessualità. E’ la prima volta che viene presentata in Italia una proposta di legge contro queste pratiche che, pur non essendo basate su nessun fondamento scientifico, sono un fenomeno crescente in numerosi Paesi, compreso il nostro, dove, anche se vietate dall’Ordine degli psicologi, sono appoggiate da alcuni gruppi ultraconservatori cattolici.

Appello al ministro della Giustizia contro la Pas

Alla Camera dei deputati sì è tenuta una conferenza stampa per sensibilizzare sul problema della Pas, la discussa sindrome di alienazione parentale, mai riconosciuta scientificamente, secondo la quale, in caso di separazione, il rifiuto della prole di mantenere i contatti con il genitore non affidatario sarebbe frutto di plagio da parte di chi ha ottenuto l’affidamento. In alcuni casi, purtroppo, il riconoscimento della Pas ha permesso il riavvicinamento a genitori violenti. Ad esempio nel caso di Federico Barakat, bimbo ucciso dal padre mentre era affidato ai servizi sociali. Sua madre, Antonella Penati,  ha organizzato l’incontro alla Camera con la sua associazione Federico nel Cuore, in appoggio a  Donatella Cipriani, rinviata a giudizio e separata dai figli dopo aver denunciato violenze da parte dell’ex coniuge, che ha impugnato la Pas. Erano presenti anche la senatrice del Pd Donatella Mattesini, con cui Penati sta preparando un’interrogazione in materia, e i parlamentari di Area Popolare Paola Binetti e Angelo Cera, che hanno già presentato interrogazioni al ministro della Giustizia perché s’indaghi sulla vicenda. Maurizio Lupi ha promesso un’iniziativa per chiedere più vigilanza sui servizi sociali ed evitare l’affidamento al genitore violento o il persistere di una situazione abusiva sotto il ricatto della Pas.

Il Senato Usa pressa per la parità di salario nel calcio

Il Senato Usa ha approvato all’unanimità una risoluzione che sollecita la Us Soccer Federation (la federazione calcistica) a introdurre l’Equal Pay, cioè la parità di salario per le calciatrici, che ad oggi guadagnano il 25% in meno dei loro colleghi nonostante le medaglie d’oro e le tre coppe del mondo nella categoria femminile. La parità di salario non è solo dovuta, come il riconoscimento dei meriti delle campionesse e della loro dignità, ma è anche un segnale che il Senato americano ritiene debba essere dato a tutto il paese per garantire in tempi brevi che gli stipendi delle donne siano uguali a quelli degli uomini.

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