9 cose (femministe) che Big Hero 6 insegna ai bambini

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Per le feste di Natale, puntuale come il panettone e i regali sotto l’albero, arriva nei cinema anche il film d’animazione della Disney. Quest’anno è stata la volta di Big Hero 6, un “cartone animato” – anche se chiamarli così ormai è riduttivo – tenero, divertente, innovativo e pure femminista.

In che senso?

Nel senso che la parità di genere, ma non solo, è raccontata con una naturalezza e spontaneità così disarmanti da far sciogliere come neve al sole persino il cuore di pietra di ogni cinica e polemica femminista che si rispetti (come me).

Non per niente i creativi che hanno sfornato questo ultimo film sono gli stessi di Frozen, acclamato (e osteggiato) da più parti per essere il primo cartone Disney dove si parla (in modo non esplicito ma abbastanza palese) di omosessualità.

Ormai da anni la multinazionale di Mickey Mouse si sta sforzando di svecchiarsi, uscendo dagli schemi tradizionali della favoletta natalizia per raccontare storie più realistiche e vicine alla vita di tutti i giorni. E con Big Hero 6 la svolta è stata notevole.

Ecco cosa insegna alle bimbe e ai bimbi di tutto il mondo (niente panico, non ci sono spoiler):

1) La scienza è divertente. Ed è per tutti: maschi e femmine.

2) Le ragazze non sono (e non devono essere) tutte uguali: ci sono quelle dolci ed espansive che amano indossare le gonne e i tacchi alti, e quelle più introverse e dallo spirito pratico, a cui piace guidare le moto e mettersi i leggings. E sono simpatiche entrambe. Due modelli diversi in cui le bambine possono identificarsi allo stesso modo a seconda delle proprie inclinazioni.

3) Le ragazze non hanno (e non devono avere) tutte lo stesso fisico: le due protagoniste femminili non solo hanno caratteri diversi, ma anche corpi diversi. E questa è una novità. C’è la ragazza alta e secca (con gli occhiali) e quella minuta e formosa (con la ciccia sulle cosce). E sono carine entrambe.

4) I ragazzi non sono (e non devono essere) tutti uguali: tra i protagonisti c’è il tipico ragazzo coraggioso e impulsivo, sempre pronto all’azione, ma anche quello meno temerario e più riflessivo. Il personaggio maschile dal fisico più prestante è quello più rassicurante: soffre di vertigini, guida con prudenza e non ha alcun atteggiamento da “macho”, ma non per questo non sa il fatto suo. Della serie: per essere in gamba non c’è bisogno di fare i fighi a tutti i costi.

5) Le ragazze e i ragazzi possono essere amici senza secondi fini: una delle cose che ho amato di più in questo film è che non c’è traccia di storie d’amore. Nessuno sguardo languido, nessuna battutina imbarazzante per fare colpo: solo maschi e femmine che si divertono insieme perché hanno interessi comuni e si vogliono bene.

6) Se sei bionda e ti piace il rosa non sei necessariamente stupida o superficiale: anzi, puoi diventare una scienziata intelligentissima senza rinunciare a essere te stessa.

7) Se sei una donna adulta e single non per forza sei una zitella acida: la zia del protagonista vive con un gatto e ha una sua attività, ma di certo non le mancano affetto e allegria.

8) “Essere una femminuccia” non è un insulto! Uno dei personaggi femminili ha come motto: “Fai la donna!”. Lo dice al posto di “tira fuori le  palle”, per intenderci.

9) Le culture diverse possono convivere: la storia si svolge in una futuristica città, chiamata San Fransokyo, dove occidente e oriente convivono nel modo più naturale possibile. Così come persone di etnie e origini diverse. Senza nessuno scivolone folkloristico.

Insomma, fatelo vedere a tutti i bambini che vi capitano sotto tiro!

 

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