Simone de Beauvoir, madre del femminismo

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Chi è: Simone de Beauvoir nacque a Parigi il 9 gennaio 1908 e morì nel 1986. E’ stata una scrittrice, saggista, filosofa, insegnante e femminista francese. E’ considerata una delle principali esponenti dell’esistenzialismo e del femminismo, di cui è considerata una delle “madri”, modello d’ispirazione per le future generazioni.

Che cosa ha fatto:  studiò filosofia alla Sorbona, dove ottenne l’idonietà all’insegnamento riservata ai migliori studenti. All’università incontrò Sartre, che divenne suo compagno per tutta la vita. Nel corso della sua esistenza fu sempre in prima linea per varie cause: dalla Resistenza durante la seconda guerra mondiale, all’aborto e naturalmente al ruolo della donna nella società. Fu anche presidentessa della Lega dei Diritti della Donna.

Perché è “pasionaria”: l’opera più importante scritta da Simone è “Il secondo sesso”, uscita nel 1949. Si tratta di un’analisi dettagliata dell’oppressione del patriarcato nei confronti della donna e diventò uno dei libri “manifesto” del movimento femminista. Secondo la Beauvoir è necessario che la donna sia integrata nella società con gli stessi diritti e doveri dell’uomo, con tutto ciò che ne consegue, dalla uguaglianza del salario, alla possibilità del controllo delle nascite, all’aborto in termini legali e a tutti quei riconoscimenti civili, politici e giuridici che fino a quel momento erano stati appannaggio degli uomini.

Per saperne di più: ecco la sua biografia su Wikipedia.

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