La Sala delle Donne alla Camera e quei tre specchi che guardano al futuro

La presidente della Camera Laura Boldrini ha inaugurato la Sala delle Donne della Repubblica a Montecitorio, che ospita i ritratti delle prime politiche ad aver rivestito importanti cariche in Italia. Le foto sono quelle delle 21 madri costituenti, delle prime 10 sindache elette nel ’46, di importanti parlamentari – come Tina Anselmi ministra del Lavoro nel ’76 e Nilde Iotti ministra della Camera nel ’79  – e della prima presidente di una Regione, Anna Nenna d’Antonio, eletta in Abruzzo nell’81.

La strada da fare però è ancora lunga, nessuna donna è stata presidente della Repubblica, del Consiglio o del Senato: accanto a tre specchi è stato scritto “la prima potresti essere tu“. Una dichiarazione di fiducia e sostegno alle visitatrici più giovani, per niente scontata in una società in cui spesso le donne vedono mortificate le proprie capacità.

Sala delle Donne: i tre specchi con le cariche non ancora ricoperte da donne (foto di Margherita Santicchia Giuliodori)
Ringraziamo Margherita Santicchia Giuliodori per questa foto!

Nel discorso inaugurale Laura Boldrini ha parlato della necessità di una società femminista, in cui i diritti, gli stipendi e i ruoli decisionali siano uguali per tutti e tutte, e ha sottolineato l’importanza del linguaggio di genere e dell’impegno delle istituzioni per rimuovere gli ostacoli alla carriera delle donne. Presente anche il giornalista Riccardo Iacona, che ha letto il lungo elenco dei centri antiviolenza costretti a chiudere per mancanza di fondi.

In rete sono arrivate puntuali le polemiche sulla Sala, le solite voci immobiliste che cercano di ridicolizzare le donne che prendono il proprio posto nella società. A chi si lamenta sfugge la forza di un’esortazione come quella dei tre specchi che aspettano solo tre nuovi volti: noi donne non faremo un passo indietro nelle nostre conquiste e non chiediamo concessioni.

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