Mad Max Fury Road, 5 buoni motivi per vederlo (ma non scomodiamo il femminismo)

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E’ appena uscito nelle sale italiane Mad Max Fury Road, girato da George Miller e interpretato da Tom Hardy e da una eccezionale Charlize Theron, presentato fuori concorso al festival del cinema di Cannes.

Si tratta del quarto episodio della saga di Mad Max, un antieroe post-apocalittico interpretato da Mel Gibson nella trilogia originale degli anni Ottanta: una storia incentrata sulle corse in auto a gran velocità. Insomma il classico film d’azione che piace tanto ai maschietti. Ma allora perché negli Stati Uniti è stato attaccato dal solito gruppo di misogini meglio noti come “attivisti per i diritti degli uomini”?

Perché il blog sessista, “per uomini eterosessuali e mascolini”, Return of Kings (un nome che è tutto un programma), ha lanciato il boicottaggio del film, definendolo “una propaganda femminista” che “rovina un pezzo di cultura americana”?

Semplicemente perché questa volta la storia è incentrata su una donna, una donna forte che prende in mano il suo destino e spazza via i canoni con cui sono solitamente raccontati i personaggi femminili nei film d’azione (e non solo), che generalmente fanno solo da corollario ai protagonisti maschili .

Già questo sarebbe un motivo sufficiente per andare a vederlo. E c’è anche di più. Ma da qui a scomodare la lotta per i diritti delle donne ce ne passa. Perché nonostante i buoni propositi, nonostante un taglio che – dal punto di vista cinematografico – si potrebbe quasi definire rivoluzionario, i cliché sono duri a morire. Per questo, oltre a raccontarvi (senza spoiler) i 5 motivi per cui vale la pena guardare il film, vi diciamo anche perché, secondo noi, il femminismo è decisamente un’altra cosa.

Cosa ci è piaciuto:

1)  La protagonista è indiscutibilmente l’Imperatrice Furiosa, il personaggio interpretato da Charlize Theron, a cui il silenzioso e burbero Tom Hardy fa solo da spalla. Considerando il genere di film, il fatto che la trama sia cucita addosso a una donna è sicuramente un grande strappo alla regola degli stereotipi del grande schermo.

2) L’Imperatrice Furiosa, poi, è una donna molto diversa non solo da quelle che si vedono generalmente nei film d’azione, ma nella maggior parte dei film: storpia, rapata a zero, il volto coperto di catrame, Furiosa è una pilota esperta che guida un blindato da combattimento, spara meglio del suo co-protagonista uomo e lotta corpo a corpo con chiunque cerchi di fermarla. Ma la cosa più incredibile è che fa tutto questo completamente vestita.

3) Furiosa, infatti, non cerca mai, neanche per un momento, di essere sexy. Nessuna sua azione o decisione è determinata in alcun modo da ciò che si aspettano gli uomini intorno a lei: ha un obiettivo e fa tutto quello che è in suo potere per raggiungerlo e per difendere chi le sta a cuore.

4) Pur essendo una combattente e avendo un ruolo che tradizionalmente è sempre stato affidato a uomini, Furiosa rompe gli schemi di genere: non è “una donna con le palle” – la solita macchietta femminile che ricalca gli atteggiamenti maschili – ma è semplicemente se stessa. Furiosa ci ricorda che una donna rimane autenticamente tale anche se guida un blindato, non perché si mette il rossetto ma semplicemente perché le donne non sono tutte uguali, e soprattutto non sono solo come vengono ritratte generalmente sul grande schermo.

5) Al centro della trama c’è la solidarietà tra donne, che – pur essendo diverse – fanno squadra insieme e si sostengono l’un l’altra fino alla fine. Ma cruciale è anche la solidarietà tra donne e uomini, che – strano ma vero –  non si danno una mano perché poi vogliono andare a letto insieme ma semplicemente per umanità e rispetto reciproco.

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Cosa non ci è piaciuto:

1) Siamo onesti, può davvero un film d’azione rinunciare del tutto alle bamboline decorative? E no che non può, si saranno detti gli sceneggiatori di Mad Max Fury Road. Quindi, va bene la storpia rapata, ma vogliamo negarci una Megan Gale con le chiappe al vento? Vogliamo negarci qualche graziosa fanciulla? Ce n’è per tutti i gusti: la bionda, la rossa, la bruna e la mulatta. Che un po’ di grazie femminili dovranno pur vedersi. E così accade che da una parte c’è una Charlize Theron da iconografia cinematografica, dall’altra una serie di modelle dallo sguardo spaesato e la recitazione imbarazzante.

2) La trama del film è costruita su un semplice – e semplicistico – principio: le donne sono buone e gli uomini sono cattivi. Questo messaggio non fa che rafforzare gli stereotipi di genere secondo cui la natura degli uomini è quella di approfittarsi sempre e comunque delle donne, mentre le donne non possono che essere compassionevoli e caritatevoli, in virtù della loro natura materna.

3) Questo aspetto è sottolineato per tutto il film: il compito delle donne è generare e difendere la vita. Nella società post-apocalittica che fa da scenario a Mad Max Fury Road – governata da uomini così spietati che Hitler in confronto combinava delle marachelle – le donne hanno l’esclusivo compito di fare e allattare figli. O custodire semi di piante ormai estinte. Insomma, come al solito, ci si dimentica che la vita dovrebbe essere responsabilità tanto delle femmine quanto dei maschi.

4) Infine, dopo tanti sforzi, gli sceneggiatori non ce l’hanno proprio fatta a resistere al mansplaning. A nulla ci serve guidare blindati da combattimento e cospargerci il volto di catrame, è tutto inutile: a farci capire come stanno davvero le cose, a dirci cosa dovremmo fare e spiegarci come farla, saranno sempre loro, i nostri cari, saggi uomini. Facciamocene una ragione.

 

Tutte le immagini sono tratte dal trailer del film

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