Luisa Spagnoli, l’imprenditrice che sosteneva le donne

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Chi è: Luisa Spagnoli, nata Luisa Sargentini, imprenditrice italiana, nata a Perugia il 30 Ottobre 1877 e morta a Parigi il 21 Settembre 1935.

Cosa ha fatto: nacque in una famiglia umile, e a vent’anni incontrò Annibale Spagnoli, con il quale iniziò un sodalizio umano e professionale. Divenne suo marito, e venne spinto da Luisa ad acquistare una drogheria nel centro di Perugia. Nonostante non fosse esperta del ramo dolciario, Luisa iniziò a produrre e vendere confetti. Il suo spirito imprenditoriale e il suo spiccato senso degli affari la guidarono a un’importante collaborazione con Francesco Buitoni (noto imprenditore, figlio del fondatore dell’omonimo pastificio) e insieme fondarono la storica azienda Perugina. Le vicende di Luisa si intrecciarono con quelle societarie: iniziò una relazione con il figlio di Francesco Buitoni, Giovanni, e nel periodo della loro relazione inventarono il famoso cioccolatino “Bacio”. Lei avrebbe voluto chiamarlo “Cazzotto”, ma il suo amante la convinse, per una scelta di marketing, a utilizzare un nome che sarebbe stato più amato dalla gente.  Per stare con Giovanni Buitoni, si espose allo scandalo: esistono fonti contrastanti, alcune delle quali raccontano che lasciò il marito e che dei figli si occupò la cognata, per altre visse la tormentata storia con Buitoni senza mai abbandonare il tetto coniugale. Solo nel 1928 iniziò ad occuparsi di moda, interessandosi alla lana ricavata dai conigli d’angora. Ne avviò un allevamento nella sua villa di Perugia, fondando l’azienda Angora Spagnoli, che produceva capi di maglieria destinati a donne raffinate e si avvalse della collaborazione di donne italiane che erano eccellenti nella filatura a mano.

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Dopo la sua scomparsa, il figlio Mario e il nipote Lino portarono avanti il progetto commerciale con la diffusione capillare di negozi a marchio Luisa Spagnoli. L’azienda, che ha il 90% di dipendenti donne, è attualmente guidata da Nicoletta Spagnoli, figlia di Lino.

Perché è “pasionaria”: per la Festa dei Lavoratori e delle Lavoratrici, abbiamo scelto di celebrare una donna che ha spiccato per il successo professionale, in un periodo storico durante il quale pochissime donne potevano emergere come imprenditrici. Ma non solo: Luisa era un’innovatrice anche nella gestione delle lavoratrici e nell‘introduzione di importanti diritti sul lavoro. Alla Perugina, durante il primo conflitto mondiale, vennero reclutate le donne, mentre gli uomini erano impegnati al fronte: vennero introdotte scuole e asili nido (come quello all’interno dello stabilimento di Fontivegge) per conciliare gli impegni delle operaie, alle quali furono dedicati anche particolari corsi di alfabetizzazione tenuti durante l’orario lavorativo. Luisa Spagnoli ha anche introdotto nei suoi stabilimenti il diritto all’allattamento e il congedo retribuito di maternità: per lei le donne non dovevano mai rinunciare alla propria indipendenza. Alla fine della Prima Guerra Mondiale, ci si aspettava che alla Perugina le donne venissero licenziate per far posto agli uomini tornati dal fronte, ma ciò non accadde per una precisa scelta di continuare a investire sulle lavoratrici. In una recente intervista, la pronipote Nicoletta ha dichiarato:

Le vecchie maestranze l’adoravano, specie quando negli anni Venti progettò il primo asilo aziendale. Poi vennero le case per i dipendenti e negli anni perfino la piscina, tutto qui a Santa Lucia dove è ancora l’headquarter dell’azienda. Faceva beneficenza, regalava i cioccolatini ai poveri, sistemava gli orfani e faceva studiare le ragazze del popolo.

Luisa fu un’imprenditrice brillante e acuta, attenta al benessere e alla valorizzazione umana e professionale delle proprie operaie: una lezione che molti datori e datrici di lavoro, ancora oggi, dovrebbero imparare.

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