Le donne in cucina giocano, gli uomini lavorano. Lo dice anche lo spot dell’Expo

Expo e il sessismo in cucina

E’ uscito un mese fa, ma me ne sono accorta solo oggi: il patinato spot dell’Expo 2015 conferma un pregiudizio sulle donne che è duro a morire. Sono pochi istanti, un fotogramma che dura qualche secondo, ma che vedranno migliaia di persone.

Tutto il video è giocato sugli opposti, raccontati ognuno da due immagini diverse: il cibo è nord, è sud, il cibo è fast, è slow… si vedono giovani, anziani, donne, uomini, persone di tutti i colori.

Poi a un certo punto la voce narrante di Antonio Albanese ci dice: “Il cibo è gioco, è lavoro“. A sinistra si vedono due bambine (sì, entrambe femmine) con le mani impiastricciate di farina e cappelli di cartone. A destra due cuochi professionisti (sì, entrambi maschi) intenti a spadellare con in testa la toque da chef da ordinanza.

Come a dire: donne, potete divertirvi a impastare quanto volete nelle vostre cucine (e magari prepararci anche la cena visto che ci siete), ma poi dietro ai fornelli a lavorare per davvero ci andiamo noi.

MasterChef insegna: la trasmissione di cucina più seguita al mondo, nelle oltre trenta edizioni diverse di altrettanti paesi, non è riuscita a inserire tra i suoi giudici una donna se non in un paio di casi. In Spagna, però, lo presenta una modella. Forse non sa neanche cucinare, ma che importa? In Italia, invece, ci è toccata Lidia Bastianich, mamma di Joe, cuoca milionaria relegata alla (inquietante) edizione per bambini, dove ovviamente la donna/nonna che gli insegna a fare i ravioli della domenica era d’obbligo. Giusto per non farci mancare nessun cliché.

Ma tornando al video, la prima domanda che viene spontanea è: quanto ci voleva a mettere due persone di sesso diverso in entrambe le immagini?

La seconda: ma è davvero una cosa così importante?

Fosse stata la pubblicità del ristorante di mia zia Peppina, no, non lo sarebbe. Ma qui si tratta del filmato di presentazione di un evento di portata letteralmente mondiale. Un salone internazionale a cui parteciperanno istituzioni, associazioni di categoria, imprese e anche scuole.

Ci saranno tante bambine, bambini e adolescenti che vedranno e ascolteranno. E quelle immagini, per quanto fugaci, trasmetteranno loro un messaggio ben preciso, che diventerà un mattoncino in più nella costruzione della loro identità e della loro visione del mondo.

Un messaggio che assorbiranno senza fatica, perché andrà a consolidare una nozione già acquisita, veicolata in mille altre occasioni: gli chef famosi, quelli che ce la fanno perché vanno in televisione, sono quasi esclusivamente maschi, con rarissime eccezioni. Nonostante di cuoche professioniste donne ce ne siano tante, che fanno pure fatica doppia a sfondare nell’ennesimo settore dominato dagli uomini.

Possibile che nessuna delle menti brillanti che ha ideato questo video se ne sia accorta?

 

Benedetta Pintus
Sarda, giornalista, fondatrice e amministratrice di Pasionaria.it. Femminista da quando, a sette anni, il parroco le disse che le bambine non potevano fare il chierichetto.

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