Le discriminazioni del femminismo trans-escludente

“Lesbiche non queer”: striscione del gruppo femminista trans-escludente inglese Mayday 4 Women

Qualche giorno fa mi è stata proposta la lettura di un articolo di Meghan Murphy sul suo sito “Femminist Current”, intitolato Thanks to trans activism, 2017 saw a return to old-school, sexist dismissals of women and women’s rights (“Grazie all’attivismo trans nel 2017 c’è stato un ritorno alle vecchie strategie sessiste per liquidare le donne e i diritti delle donne”).

L’autrice traccia un parallelo tra il tentativo di silenziare la campagna #metoo attraverso l’accusa di voler suscitare un panico morale verso gli uomini, e la contestazione di attivist* trans e femministe intersezionali nei confronti delle pensatrici del femminismo essenzialista e trans-escludente (per le quali le donne trans non sono donne e gli uomini trans sono donne oppresse dal patriarcato e spinte ad assumere un corpo maschile attraverso mutilazioni del corpo, come scriva Sheila Jeffries in Gender Hurts) accusate di voler sollevare un panico morale nei confronti delle persone transgender – in particolare delle donne trans.

La tesi di Murphy è che le argomentazioni dell’attivismo trans abbiano lo scopo di silenziare le teoriche femministe essenzialiste e, quindi, danneggiare i diritti delle donne basati sulla appartenenza al sesso femminile.

Ma cosa è il panico morale?

Condivido la stessa definizione riportata dalla Murphy:

Un panico morale è il processo mediante il quale si vuole suscitare preoccupazione sociale su una questione. Il panico morale comporta il fatto di utilizzare un particolare gruppo come capro espiatorio, indicandolo come responsabile di alcuni mali della società“.

La condizione principale per la quale si può parlare di panico morale è che chi lo promuove sia in una posizione di privilegio rispetto al gruppo che colpevolizza.

Nel caso di #metoo lo squilibrio di potere è chiaro e l’accusa di panico morale non è sostenibile. Nel caso delle femministe trans-escludenti è lo stesso?

Perché il parallelo riesca, occorre che le donne trans vengano attribuite ad un gruppo privilegiato – gli uomini – e che qualunque traccia di privilegio in più rispetto alle persone trans sia cancellato.

Questo avviene, perlomeno, in quattro modi:

1. considerare le donne trans degli uomini, in modo tale da includerle in un gruppo privilegiato ;

2. ignorare la transmisoginia cui sono soggette le donne trans a dispetto delle statistiche e della realtà e parlare di privilegi maschili di cui le donne trans avrebbero goduto automaticamente, almeno prima della transizione;

3. eliminare termini che indicano un privilegio, per esempio la parola cisgender per riferirsi a una persona che si riconosce nel genere assegnatole alla nascita e che gode di riconoscimento legale ed è perfettamente inserita nei meccanismi sociali, in quanto ne replica la costruzione binaria;

4. affermare che l’uso del concetto di identità di genere (senso interno del proprio genere) vada a danneggiare il concetto che il genere sia un costrutto sociale avente lo scopo di rinforzare gli stereotipi e l’oppressione sulle donne.

Questi argomenti sono sostenibili?

1. Riconoscere esclusivamente due generi, uomo/donna, e due sessi, maschio/femmina, sulla base della dotazione genitale permette di considerare le donne trans pre-transizione come uomini perfettamente integrati nel sistema di privilegio maschile, come se vi fosse un passaggio brusco da uomo a donna dipendente solo dall’intervento chirurgico, cancellando così l’esperienza delle donne trans e riducendola ad una soluzione di uno stato patologico;

2. ignorare la transmisoginia cui sono soggette le donne trans, anche prima della transizione (è sufficiente ascoltarne i racconti) significa ignorare storie di violenza, invisibilizzare e negare voce a racconti di esperienza. In poche parole significa nascondere la realtà dei numeri e negare un principio femminista: l’ascolto;

3. la parola cisgender è una parola pericolosa perché rende chiara una condizione di privilegio, in questo caso, all’interno del genere donna. Definirla una parola offensiva è la reazione di chi vede minacciato il proprio privilegio da una minoranza. Le stesse teoriche trans-escludenti concorrono alla formazione e difesa di un privilegio sociale e legale costruendo la figura della “vera donna“;

4. l’identità di genere, che non è propria solo delle persone transgender, è un termine coniato per identificare il senso interno di sé ed è inserito tra i diritti umani, in quanto diritto di ogni individuo allo sviluppo della propria personalità. Questo concetto permette a qualunque persona di agire attivamente sul costrutto sociale e, una volta raggiunta una elaborazione collettiva, di cambiarlo. Il genere richiamato da Janice  Raymond – autrice di “The transexual empire” testo base del pensiero trans escludente – e dalla Murphy, in una delle sue accezioni, è anche il costrutto sociale attraverso il quale si reiterano gli stereotipi e l’oppressione e le persone trans sono oppresse da tale sistema. L’equivoco che si vuole far nascere e che esse pretendano di appropriarsi dei diritti delle donne (sex-based wright, diritti basati sul sesso) mentre l’attivismo trans combatte per l’estensione dei diritti universali anche alle persone trans.Non è possibile appropriarsi di un diritto umano perché questo è, per definizione, appartenente a ogni persona. Inoltre, le teoriche trans-escludenti, non tengono in nessun conto il fatto che è proprio la diversità percepita dalla società rispetto al corpo trans e alla trasgressione rispetto alla costruzione sociale basata sui due generi a creare discriminazione e oppressione sulle persone trans. La definizione di genere, come sistema oppressivo basato sugli stereotipi e sulla “punizione” o svalutazione di ciò che non è conforme ed utile alla riproduzione del modello  sociale binario, comprende totalmente le persone trans.

No, le argomentazioni usate dall’autrice e dalle femministe trans-escludenti non sono sostenibili da un punto di vista femminista intersezionale e confondono la libertà di parola con il diritto a stigmatizzare un gruppo di persone in nome della difesa dei diritti delle donne basati sul sesso. Vediamo meglio perché.

Le principali tesi trans-ecludenti

Blackout poetry tratta da pagine selezionate da “The transessuale empire” di Janice Raymond – autrice Jennifer Espinoza

Janice Raymond è tra le principali teoriche trans-escludenti le cui tesi sono state importate in Italia da alcune femministe derivanti dall’area del pensiero della differenza di Luisa Muraro, come Marina Terragni, alcune pagine femministe proibizioniste e il direttivo di Arcilesbica Nazionale.

Il termine Terf (Trans-exclusionary radical feminist, “femminista radicale trans-escludente) è stato utilizzato per la prima volta nel 2008 da femministe radicali cisgender per difendere il femminismo radicale da gruppi di odio verso le persone transgender che cercavano di passare come maggioranza all’interno del movimento femminista.

 

Nel su libro The Transexual empire formula i tre principali argomenti utilizzati per stigmatizzare le donne trans (gli uomini trans sono sistematicamente ignorati perché di ostacolo alla dimostrazione delle tesi trans-escludenti):

  1. le donne trans – cui l’autrice si riferisce sistematicamente al maschile – realizzano due miti del patriarcato: la maternità maschile e la costruzione della donna secondo i desideri maschili;
  2. le donne trans sono un risultato di un “programma socio-politico” controllato e implementato dalle gerarchie mediche e dall’egemonia patriarcale che le usa per “colonizzare l’identità, la cultura, la politica e la sessualità femministe” (Sappho by Surgery – J. Raymond ;
  3. le donne trans stuprano i corpi delle donne riducendo il vero corpo femminile a un artefatto e appropriandosene. “I transessuali tagliano a malapena il mezzo più ovvio di invasione delle donne in modo da sembrare meno invasivi” per la Raymond, la capacità “penetrativa” degli uomini, raggiunge il suo apice nell’appropriazione del corpo femminile mediante la chirurgia che permette di invadere , mediante un simulacro, ogni aspetto del femminile, fino a potersi dichiarare femministi.

I limiti di queste tesi sono numerosi:

  • non viene considerata la storia di lotta delle donne trans per emancipare il proprio corpo dagli stereotipi di genere che venivano richiesti per accedere alle terapie di transizione e per mettere in discussione lo sguardo maschile sulle donne che le voleva, e le vuole tutte riprodotte rispondenti a certi canoni. Quindi di lotta transfemminista e femmninista si è trattato e si tratta. Vedere le donne trans come colluse è una grave miopia se non una colpa;
  • non si considera neanche che il discorso medico – ovvero la patologizzazione del genere transgender – ha, a lungo, impedito alle persone trans di mettere in discussione e sovvertire l’immaginario patriarcale sul proprio corpo, sui ruoli di genere, sulla femminilità e mascolinità poiché ha impedito qualunque agency alle persone transgender;
  • si omette che le persone transgender sono state a lungo ostacolate da restrizioni legali e sociali che hanno reso estremamente difficile fare coming out;
  • non si prende in considerazione l’evoluzione del concetto e della struttura della famiglia e dei ruoli genitoriali. La famiglia è una interazione tra persone in cui queste possono non agire secondo il costrutto sociale. L’estrema difesa del simbolico materno e della costruzione simbolica della famiglia ha lo scopo di precludere l’accesso alla società di alcune soggettività e, quindi, di escluderle;
  • il costrutto simbolico sociale occidentale – ovvero il sistema astratto di idee che permettono di codificare, riconoscere e naturalizzare un sistema sociale, in questo caso un sistema di due sessi complementari, e di riconoscere ciò che differisce da esso come estraneo e potenzialmente pericoloso – è un costrutto discriminante sul quale si basa il potere patriarcale: non è un caso se, da posizioni diverse, cattolici fondamentalisti, fascisti e teorie trans e sexworker escludenti hanno lo stesso lessico: la base simbolica è la stessa;
  • si presentano dei generi (transgender e persone non binarie) come prodotto dell’ideologia gender o delle teorie queer, ignorando millenni di storia e culture e accettando totalmente l’idea coloniale e razzista, costruita a partire dal XIX secolo, che le cancella e che ha imposto due generi e due sessi e patologizzato qualunque esistenza fuori dal paradigma cis-eterosessuale. Questa argomentazione ha lo scopo di presentare le persone transgender e queer come un prodotto neo liberale, e come minaccia  sociale. Questa è la base di un discorso di odio sulla quale trovano una giustificazione morale violenze di genere e crimini.

Le conseguenze sono:

  • promuovere un separatismo radicale come unica alternativa all’egemonia del patriarcato attraverso il quale, invece, si attua una oppressione invisibile sulle persone trans (come hanno fatto alcuni articoli condivisi sulla pagina Facebook di Arcilesbica nazionale);
  • aumentare lo stigma sulle donne trans presentandole come pericolose per le donne o come concorrenti che rubano i pochi posti riservati alle donne;
  • avere un rapporto equivoco con il sistema patriarcale alternando lo stesso scopo di difendere un costrutto simbolico sociale oppressivo e discriminante, l’uso dei suoi toni, argomentazioni e modalità di oppressione con una lotta a quegli stessi sistemi.
Blackout poetry tratta da pagine selezionate da “The transessuale empire” di Janice Raymond – autrice Jennifer Espinoza

La necessità di cambiare prospettiva

È necessario riportare  al centro del dibattito la materia nella sua concretezza, tenendo presente la sua natura molteplice di sostanza fatta di legami, confini e vuoti, di temporale, storico, dunque plasmabile.

Le nuove tecnologie – dai farmaci alle protesi – offrono la possibilità di incarnare un corpo che permetta il riconoscimento di sé e di avanzare nel mondo. Allo stesso tempo, la percezione del genere è cambiata anche grazie alle tecnologie di produzione e riproduzione di immagini.

È cambiato il simbolico della nostra cultura e del nostro linguaggio.

Occorre “indagare le intrarelazioni materiali-discorsive tra generi, specie, spazi, sessualità, soggettività e temporalità” (Clotilde Barbarulli).

Occorre che femminismo, queer, marxismo e scienza interferiscano, si contaminino, che avvenga una negoziazione, un urto, una produzione.

È importante criticare qualunque binarismo: di genere, tra corpo organico ed inorganico, tra natura e cultura.

Occorre una nuova idea di performatività che consideri la materia come parte attiva nel diventare mondo. Così, i corpi trans, sono corpi di materia attiva capaci di fare genere.

È necessario liberare l’idea di differenziazione da nozioni identitarie o spaziali fisse. Questo permetterà di vedere il genere come processo fattivo e non assegnato.

La paura e il moralismo, usati per difendere la divisione natura/cultura, producono un sistema rigido che tende e tenderà a produrre falle in più punti. Etico è tenere conto di nuove soggettività come nuove possibilità di una materia che cambia e che agisce.

“Il femminismo è un’avventura collettiva per le donne, per gli uomini, e per gli altri. Una rivoluzione, una visione del mondo, una scelta. Non si tratta di opporre i piccoli vantaggi delle donne alle piccole acquisizioni degli uomini ma piuttosto di mandare tutto all’aria”.

– Virginie Despentes

9 COMMENTI

  1. Grazie Ethan per aver aver evidenziato incongruenze e forzature di un pensiero che ha creato tante polemiche e lacerazioni.
    Come transgender mtf siamo abituate a discriminazioni di vario genere che creano un callo d’indifferenza indipendentemente da dove provengan, perlomeno a me.
    In questo caso pero’ voglio ringraziare ed essere solidale con le tante donne omosessuali e/o femministe che si sono dissociate da tali posizioni vivendo anche dei drammi di separazione e conflitto, stabilendo cosi’ che le differenze sono una ricchezza, ,l’inclusione porta ad una crescita, l’esclusione porta all’ aridita’..
    Una curiosita’; ma gli ftm hanno questioni simili con il mondo gay maschile?

    • Ciao Miriam, perdonami se rispondo con così tanto ritardo. Anche io ringrazio chi si è dissociato da tali posizioni e chi non confonde la differenza con l’essenzialismo. Gli uomini Trans e le persone non binarie nello spettro del maschile hanno, a volte, qualche problema nell’ambiente gay. Non sono situazioni paragonabili a quelle subite dalle donne trans ma sono significative di come l’identità gay, almeno in parte, rischi di cristallizarsi in una mera pratica sessuale. Gli uomini trans con orientamento omosesuale sono guardati con sospetto. L’esistenza di certe realtà mette in discussione definizioni che si sono naturalizzate. Questo crea reazioni scomposte.

  2. Ciao Bed,
    Ti invito a leggere le opere della Sterling sulla costruzione del sesso. Non è l’unica a sostenere che il sesso – non solo il genere – è uno spettro di variazione e che la scienza, soggetta anch’essa alle costruzioni culturali in cui è immersa, ha costruito il concetto dei sessi basandosi su alcuni dati scelti in partenza.
    Uno di questi sono i genitali.
    Si chiama essenzialismo di genere ed è basato sul dimorfismo di genere.
    Le tue statistiche da dove sono prese?
    Sai che vi è una tendenza delle ultime generazioni a non riconoscersi nel genere binario?
    E sai che, siccome è un costrutto culturale, e non natura, se ne è soggetti – più o meno a proprio agio – e che non è un fatto?
    In altre culture, e anche nella nostra finché l’azione repressiva della Chiesa da un lato, e l’azione medica (repressiva anch’essa –
    Tanto da basarsi sulla patologizzazione e marginalizzazione di chi non rientrava negli standard binari e nell’eterosessualità) le hanno quasi fatte sparire, la società non è binaria?
    L’anatomia è un fatto, il sesso è stato costruito alla base. La scienza è soggetta a costruzioni culturali come le altre discipline. Dovremmo tornare, e stiamo tornando, a pensare il corpo.
    P.s. attenzione a non dimenticare le persone intersex.

    • in tutte le culture del mondo e in ogni epoca la maggioranza della popolazione è composta da esseri umani che sono uomini e donne, nella grande maggioranza dei casi con una anatomia maschile per gli uomini con relativi caratteri sessuali e femminile per e donne con relativi caratteri sessuali, non c’è nulla di imposto in questo (quel che è sbagliato è che si usi questa realtà come scusa per opprimere le minoranze ma la realtà resta, è l’oppressione che va combattuta). Esistono le minoranze (tra cui le persone intersex che hanno diritto a non essere operate contro la loro volontà) i cui diritti vanno tutelati ma l’esistenza di queste minoranze non cambia il fatto che gli uomini hanno certi caratteri sessuali e le donne ne hanno altri, diversi (salvo rare disfunzioni ormonali), il fatto che un uomo ha la barba e una donna (salvo le rare disfunzioni ormonali cui accennavo) non ce l’ha non l’ha costruito la cultura, è così. Il corpo femminile è in un modo, il corpo maschile è in un altro, questa è natura, dure “le donne sono inferiori” invece è cultura ed è cultura che va combattuta ma non negando la differenza sessuale: bisogna far sì che un bambino maschio possa se vuole giocare con le bambole e vestire di rosa vedendo rispettata la sua identità maschile (a meno che non si dichiari transgender ma questo si capisce nell’adolescenza, un bambino che ama il rosa sempre bambino è non è bambina,e ha diritto di amare il rosa restando bambino). Non mi riconosco in tutti gli stereotipi legati al maschile ma mi riconosco nel corpo maschile in cui sono nato e sono un uomo e in questo non c’è nulla di costruito culturalmente come non c’è nulla di costruito nel fatto che una persona trans non si riconosce nel corpo in cui è nata e GIUSTAMENTE vuole modificare quel corpo (anche senza operazione chirurgica ai genitali) per fare in modo che si avvicini al genere d’elezione almeno nei caratteri sessuali secondari

    • ciao ethan.
      le differenze sessuali sono prodotte dal corretto funzionamento cromosomico XX e XY,che indurrà una specifica conformazione di tipo muscolare, genitale, scheletrico ecc..
      l’ovulo possiede sempre un cromosoma sessuale di tipo X e altri 23 autosomi (cromosomi) e lo spermatozoo possiede (a seconda dei casi) un cromosoma sessuale Y o X ed altri 23 (autosomi)cromosomi, che con l’unione tra i gameti darà il via ad un processo biologico che formera un maschio o una femmina.
      ma se nei cromosomi sessuali e presente una MUTAZIONE dei geni necessari allo sviluppo sessuale anatomico, possono produrre delle anomalie nella differenziazione sessuale dando vita a quei casi che vengono chiamati ad oggi intersex.
      questo vale anche nei casi in qui ci sia un problema di tipo endocrino.

      quindi maschi e femmine sono i due sessi della specie umana risultanti da un corretto funzionamento cromosomico/endocrino ecc..
      anzi gli stessi intersex sono il risultato di una NON corretta differenzazione sessuale che fa in modo che coesisteno sia caretteri anatomici/cromosomici (a seconda dei casi) di ENTRAMBI I SESSI, rendendo impossibile definirli come soltanto maschi o soltanto femmine.
      ma anzi da un punto di vista puramente biologico sono proprio le persone intersex ad essere più binarie in quato portatori di entrambi i caratteri sessuali sia maschili che femminili, a differenza di un semplice maschio o femmina.
      alquni link:
      https://ghr.nlm.nih.gov/chromosome/Y#conditions
      https://ghr.nlm.nih.gov/gene/SRY#normalfunction
      https://ghr.nlm.nih.gov/chromosome/X#conditions
      https://ghr.nlm.nih.gov/condition/androgen-insensitivity-syndrome
      https://ghr.nlm.nih.gov/condition/swyer-syndrome#statistics

      altri:
      http://www.who.int/genomics/gender/en/index1.html
      http://www.treccani.it/enciclopedia/corpo-maschile-e-corpo-femminile_%28Universo-del-Corpo%29/
      https://www2.le.ac.uk/projects/vgec/healthprof/topics/patterns-of-inheritance/chromosomal-abnormalities
      http://gruppodistudio-it-dsd.org/diffsvilup/2_det_diff_ses.pdf

      i termini che oggi utilizziamo per definire i corpi anatomici “maschio” o “femmina” sono creazione linguistiche culturali ma le scoperte scientifiche hanno soltanto messo in luce questa differenza anatomica tra i sessi confermandola.
      la sterling oltretutto non viene neanche considerata dalla società scientifica, anzi viene invocata soltanto per ragionamenti pseudoscientifici e pseudofilosofici dai queer.
      ma oltre loro chi altro.

      “Si chiama essenzialismo di genere ed è basato sul dimorfismo di genere.”
      stai confondendo sesso e genere, il sesso sono le caratteristiche biologiche il genere l’identificazione o i paramentri culturali associati ai sessi.
      l’essenzialismo di genere afferma che se si è di un certo sesso svilupperai delle caratteristiche comportamentali, caratteriali ecc… collegando arbitrariamente i sessi con le caratteristiche della personalità.
      ed è si certo una teoria pseudo-scientifica, ma il dimorfismo sessuale (non di “genere”) dipende dai cromosomi,l’ anatomia e da un un processo di differenzazione sessuale funzionale (basta che digiti su google male /female anatomy)
      come ho gia detto o sei maschio o sei femmina o possiedi le entrambe caratteristiche sessuali(intersex).
      quindi si è sempre in un modo o nell’altro binari da un punto di vista sessuale.
      vorrei proprio sapere come si possa descrivere le caratteristiche degli intersessuali senza includere termini maschili o femminili nella definizione dei loro corpi.

      “Le tue statistiche da dove sono prese?”
      ti linko un testo scritto da leonard sax che critico la sterling e il suo metodo scientifico
      e le sue statistiche.
      http://homes.chass.utoronto.ca/~sousa/teach/PHL243-06.MAIN_files/20065_phl243h1f_archive/SAX-on-Intersex.pdf.

      “Sai che vi è una tendenza delle ultime generazioni a non riconoscersi nel genere binario?”
      questo cosa centra con l’anatomia sessuale?

      “e l’azione medica (repressiva anch’essa –
      Tanto da basarsi sulla patologizzazione e marginalizzazione di chi non rientrava negli standard binari e nell’eterosessualità) ”
      sono d’accordo che non bisogna intervenire su gli organi delle persone intersex in quanto possono identificarsi i quei corpi ma questo non cambia che sia il risultato di una anomalia genetica.
      cosi’ come essere felici e soddisfatti di un corpo senza bulbi oculari non lo rende una funzione correta dello sviluppo biologico.
      vanno rispettati ed non umiliati ma ciò non cambia i fatti.

      “L’anatomia è un fatto, il sesso è stato costruito alla base. La scienza è soggetta a costruzioni culturali come le altre discipline.”
      vorrei sapere come puoi sostenere il non-binarismo dei sessi senza utilizzare delle prove scientifiche dal momento che la scienza è un costrutto culturale?

      per ultimo se affermi che i sessi non esistono ne conseguirà che neanche persone omosessuali,bisessuali e eterosessuali possano esistere.
      visto che non esistono maschi attratti da maschi,femmine o entrambi o femmine attratte da femmine, maschi o entrambi dequalificando in questo modo le identità etero,gay,lesbiche e bisessiali.
      ma anche tutte le persone trans che si identificano nei sessi maschio o/e femmina, dal momento che se non esistono quest’ultimi in che modo può esistere la loro identità.

      • Ciao :) Devo partire correggendoti. Non binario significa non riconoscersi né nel genere maschile né in quello femmile. Ti invito ad informarti sulle persone intersex perché le tue affermazioni non sono corrette. Se visiti il sito di intersexioni troverai materiale e testimonianze di persone intersex che affermano che la loro esistenza mette in crisi il binarismo dei sessi. Ti linko una fonte più aggiornata e attendibile di una ricerca su google per quanto riguarda le tue affermazioni sui sessi. Come vedrai, ache la scienza sta abbandonando la costruzione dei due sessi. P.S. non sono solo i cromosomi a determinare il sesso. Ti invito a riflettere anche sulle nuove follie di definizione dei due sessi nei regolamenti sportivi.
        https://www.nature.com/news/sex-redefined-1.16943
        Non è neppure corretto, anzi, è del tutto fuori luogo, accostare le teorie queer alle persone intersex. (le teorie queer non sono una dottrina dogmatica ma un semplice modo di analizzare la realtà. Non è finalità del queer arrivare alla verità suprema). Purtroppo circolano saggi di pseudo storici lgbt che divulgano sciocchezze e falsità dettata dall’ignoranza di chi scrive questi saggi.
        Per quanto riguarda la Sterling, temo che gli ultimi studi, tra cui quello che ti ho linkato, le diano ragione. La scienza, o meglio gli scienziati, possono essere influenzati dalle proprie convinzioni. Un esempio sono le ricerche “scientifiche” che dimostravano come le persone di colore fossero meno intelligenti o come le donne siano portate per alcune cose e gli uomini per altre. E’ l’uso del cervello e non il sesso a determinare le inclinazioni. (anche questo da fonti scientifiche). Per ultimo, “sull’esistenza” di gay, lesbiche etc. Credo che l’errore sia “naturalizzare” gli orientamenti sessuali. Un esempio sono le interpretazioni sulla sessualità di alcuni personaggi storici (per es. Adriano. Eterosessualità e omosessualità sono concetti recenti. Prima di questo spartiacque la sessualità era fluida e non era un problema.
        Cmq, nella comunità lgbt, è proprio in corso un dibattito sulle “frontiere” di queste definizioni e sulla loro risignificazione. Grazie per il tuo contributo.

  3. ci sono uomini e donne cisgender in maggioranza e transgender;una persona cisgender non è soggetta “alla costruzione binaria” è solo una persona la cui identità di genere coincide col sesso biologico come nella maggioranza numerica dei casi, un corpo femminile coi relativi caratteri sessuali non è “assegnato” al genere femminile, è un corpo femminile che nella maggioranza numerica dei casi appartiene a una donna, è un fatto. Stesso discorso per gli uomini. L’anatomia femminile è diversa da quella maschile e questa differenza anatomica è natura non è imposta dal “binarismo”; (certo esistono persone intersex che vanno rispettate e non vanno operate contro la loro volontà ma fermo restando il rispetto per tutte le minoranze, la maggioranza dell’umanità ha un corpo femminile o maschile) perciò le persone transgender sentono giustamente la necessità di operarsi quantomeno per acquisire i caratteri sessuali secondari del genere di elezione che le persone cis hanno sempre avuto, e non c’è nulla di imposto in questa esigenza, la legge deve favorirla. Il binarismo da combattere sono gli stereotipi che dicono che una donna non può giocare a calcio e un uomo sì, gli stereotipi che tengono una donna (cis o trans) in condizioni di inferiorità sociale e politica, dobbiamo combattere la sessuofobia ma non è utile nè possibile negare la differenza sessuale, fisica, anatomica tra corpo femminile e corpo maschile che non è una “costruzione culturale imposta” ma un dato di realtà. Chi ha un corpo femminile (dalla nascita o grazie alla scienza) è donna, chi ha un corpo maschile è uomo. Il seno più sviluppato non è “tradizionalmente attribuito al genere femminile” ma è un carattere sessuale femminile nel 99% dei casi,i maschi non ce l’hanno. Stesso discorso per la barba: le donne, salo rare disfunzioni ormonali, non ce l’hanno, non è un carattere attribuito tradizionalmente agli uomini ma è un carattere sessuale maschile

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