Feminist News: unioni civili mutilate, lotta contro le sanzioni sull’aborto, #unacasaperChiara

Rassegna stampa dal 19 al 25 febbraio 2016

Vignetta di Anarkikka per "Le nuove mamme"
Vignetta di Anarkikka per “Le nuove mamme”

Unioni (in)civili mutilate della stepchild adoption

Ieri pomeriggio, il Senato ho votato la fiducia sulla nuova legge sulle unioni civili, dopo un’altra settimana di passione: 173 i favorevoli, 71 contrari (il M5S ha lasciato l’aula). C’è da gioire? No, purtroppo. Alla votazione emendamento per emendamento e poi sui singoli articoli, il PD ha preferito scrivere un maxi emendamento in accordo con NCD, stralciando le stepchild adoption e togliendo ogni riferimento alla disciplina che regola il matrimonio. Una legge tardiva e di compromesso verrà votata adesso monca e discriminante, che ghettizza le coppie omosessuali ed è lontanissima dagli standard degli altri paesi occidentali. Come ultimo smacco è stato eliminato “l’obbligo di fedeltà“, come a sancire che le famiglie omosessuali sono sempre promiscue, dunque poco stabili: è chiaro l’intento di minare un riconoscimento dell’adozione del figlio del o della partner per via giuridica o di minare in futuro l’allargamento delle adozioni anche alle coppie dello stesso sesso.

Ha vinto la parte conservatrice, retriva e fascista del paese. È quella parte ben rappresentata da Angelino Alfano, che proclama “abbiamo impedito una rivoluzione contro natura”.
Intanto il 5 marzo tutti in piazza per protestare contro una legge monca e chiedere davvero pari diritti.

Aborto: la campagna #ObiettiamoLaSanzione

Lunedì 22 febbraio Twitter è stato invaso dall’hashtag #ObiettiamoLaSanzione, lanciato da un gruppo di attiviste femministe (tra cui anche noi di Pasionaria) contro la decisione del governo di aumentare fino a 10mila euro le sanzioni per le donne che ricorrono all’aborto clandestino. Il tweet bombing nei confronti del premier Renzi e della ministra alla Salute Lorenzin ha avuto molto successo e grazie alla partecipazione di centinaia di persone #ObiettiamoLaSanzione è arrivato primo fra i trend topic. Ma la battaglia non si ferma qui: le promotrici dell’appello hanno inviato una lettera all’Intergruppo parlamentare per le donne (presieduto dalla presidente della Camera Laura Boldrini) per chiedere che lo Stato non colpevolizzi le donne in difficoltà ma intervenga per garantire un aborto sicuro arginando il dilagare dell’obiezione di coscienza (la cui media negli ospedali pubblici è del 70%). Intanto, due giorni dopo la campagna i deputati Daniele Farina e Marisa Nicchi (Sel-Si) hanno presentato un’interrogazione sul tema in commissione Giustizia e la stessa Nicchi ha presentato una proposta di legge per regolare l’obiezione di coscienza, che segue quella già avanzata da Possibile. Continueremo a lottare per la piena applicazione delle legge 194!

#UnacasaperChiara, vittima di femminicidio

Chiara Insidioso Monda, vittima di un tentato femminicidio da parte del compagno Maurizio Falcioni, fra poco più di due settimane dovrà lasciare l’ospedale Santa Lucia di Roma, dove sta seguendo una terapia che le ha permesso di uscire dallo stato vegetativo e di ricominciare a interagire col mondo. La 21enne verrà trasferita in una casa di cura per anziani terminali e privata della terapia, dato che i genitori non possono sostenere economicamente i costi dell’assistenza e dell’affitto per una casa dotata di dispositivi domotici che la renderebbero autonoma. Il Telefono Rosa ha lanciato una petizione e l’hashtag #unacasaperChiara per chiedere al Governo di garantire una sistemazione e un’assistenza adeguata, come previsto dalla Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne. Fra le prime firmatarie dell’appello Barbara Spinelli, avvocata esperta di violenza sulle donne, che sottolinea come la convenzione prescriva allo Stato l’obbligo di compensazione verso le donne vittime di violenza, specie se si inseriscono in un contesto di mancata prevenzione degli abusi, come sostiene da anni il padre della ragazza, che aveva denunciato più volte i comportamenti di Maurizio Falcioni senza che le forze dell’ordine intervenissero. 

Vittorie delle donne indiane per la parità

In India il tasso di crescita demografica non sembra rallentare, nonostante metodi alquanto discutibili di controllo delle nascite come la sterilizzazione femminile. Il primo ministro ha annunciato che presto sarà distribuita su scala nazionale un’iniezione contraccettiva gratuita, raccomandata dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità. Un reportage del New York Times rivela però che l’annuncio ha visto la contrapposizione di gruppi femministi, che si sono opposti perché queste pratiche sono generalmente effettuate sulle donne più povere.

Per le donne indiane arriva invece una vittoria per la libertà di culto: le autorità di Maharashtra, nell’ovest dell’India, hanno reso noto di essere favorevoli all’accesso delle fedeli musulmane nella moschea monumentale di Mumbai, sostenendo una campagna nazionale per permettere alle donne l’accesso a tutti i luoghi di culto. La campagna è cominciata con una petizione presentata da due donne musulmane alla corte di Mumbai.

Un articolo del The Post Internazionale parla invece di un gruppo di donne, sopravvissute ad attacchi con l’acido, che grazie all’aiuto di associazioni in sostegno delle sopravvissute come Sheroes, sono riuscite a rientrare nella società e ora si battono per combattere la cultura patriarcale ed il sistema di cui sono state vittime.

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