Feminist News: mestruazioni e umiliazioni, slut shaming istituzionale, lo sgombero di Atlantide

 Rassegna stampa dal 9 al 15 ottobre 2015

La famosa foto dell'artista Rupi Kaur censurata su Instagram
La famosa foto dell’artista Rupi Kaur censurata su Instagram

Se il ciclo mestruale diventa umiliante

Come vi sentireste se durante il ciclo foste costrette a vestirvi di bianco e non aveste la possibilità di cambiarvi l’assorbente? E’ quello che è capito alle operaie dello stabilimento Fiat di Melfi (Potenza), da quando le storiche tute blu sono state sostituite da candide divise. Un bel problema quando si hanno le mestruazioni, soprattutto se non c’è il tempo materiale per porvi rimedio. “Abbiamo dieci minuti di tempo di pausa, ma non ce la facciamo mica ad andare in bagno tutte le volte, dove si accumula la coda delle colleghe”, ha scritto Pina Imbrenda, delegata sindacale Fiom nello stabilimento,  che ha organizzato una raccolta firme per chiedere il cambio di colore della tuta, appoggiata anche dalla Consigliera di parità della Basilicata. “Noi facciamo i metalmeccanici, stiamo tutto il giorno in posizioni assurde – ha spiegato Imbrenda –. Diventa facile sporcarsi. E così scatta un senso di umiliazione“. Una sensazione che la risposta dell’azienda non ha fatto altro che peggiorare: il colore delle divise non sarà cambiato, ma verranno fornite delle “culotte”. Un modo carino per definire una sorta di pannolone. “Verso la diversità delle donne non c’è alcun rispetto“, scrive Cremaschi del Forum Diritti Lavoro, mentre la sex blogger Valentina Maran propone per sensibilizzare gli alti vertici una soluzione drastica che condividiamo: “Fregarsene, non mettere l’assorbente e lasciare che il sangue scorra libero fino a terra, trasformando il pavimento del reparto in un simpatico quadro alla Pollock con sangue vero. Del resto se per l’azienda non è un problema, perché dovrebbe esserlo per voi?”.

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Unioni civili: pasticcio all’italiana

Settimana campale per le unioni civili: il ddl Cirinnà-bis (la modifica al ribasso voluta per ricompattare le file dal Pd) è stato presentato in aula, senza che la discussione fosse terminata in Commissione Giustizia. Cosa significa? I testi (cioè le diverse redazioni più gli emendamenti) verranno presentati senza relatrice, dopo la discussione della legge finanziaria (probabilmente a partire da gennaio), deludendo così le aspettative di chi sperava ancora nell’approvazione al 15 ottobre e aumentando il rischio di ulteriori compromessi al ribasso. Il nodo più caldo rimangono le stepchild adoption: lo stesso Renzi, intervistato a Che Tempo che fa?, le ha definite come la possibilità da parte del partner di adottare i figli dopo il decesso del genitore biologico; c’è addirittura chi propone di sostituire l’adozione con l’affido. Renzi, inoltre, avrebbe invitato i suoi a votare “secondo coscienza“. Le due nuove prospettive negano riconoscimento alle famiglie omogenitoriali, come hanno ben sottolineato Francesca Vecchioni e Claudio Rossi Marcelli. Come si possono tutelare davvero i minori, se si vuole continuare a privarli per legge di uno dei due genitori? A questo vuoto legislativo, nel frattempo, cercano di porre rimedio le istituzioni locali, come nella felice conclusione del caso di Ruben, figlio di Marta e Daniela: il comune di Napoli ha trascritto il suo certificato all’anagrafe, riconoscendogli, come già avviene in Spagna dove è nato, entrambe le madri.

Perché tanta paura delle famiglie omogenitoriali? Per omofobia, ben radicata nella nostra cultura, anche grazie alla Chiesa, che nessuno si vuole inimicare: avremo mai una reazione come quella del governo francese, che continua a sostenere (dopo mesi di scontri), Laurent Stefanini, ambasciatore in Vaticano, nonostante la Chiesa lo rifiuti perché gay?

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Lo slut shaming della commissaria per le Pari Opportunità

Chi è troia nel dna lo è per sempre“. Questo commento sessista su Facebook ha costretto alle dimissioni (per fortuna) Stefania Chisu, la presidente della commissione Pari Opportunità della Regione Sardegna. Nel suo status di Facebook, poi rimosso, Chisu esprimeva la sua “disistima nei confronti di una certa categoria di donne, quelle che nascono, crescono e purtroppo non cambiano il loro essere amanti del pene di tanti uomini”. Insomma, slut shaming allo stato puro da parte di chi dovrebbe essere dalla parte delle donne. Le scuse arrivate qualche giorno dopo non sono bastate ad arginare le polemiche e la presidente ha dovuto lasciare l’incarico. 

Ma recentemente anche un’altra figura autorevole ha fatto del suo meglio per alimentare le discriminazioni. Massimo Masotti, vicepresidente dell’ordine dei medici di Ferrara, ha scritto, sempre su Facebook: “I Down vanno bene in cucina, a fare giardinaggio… ma a cambiare bambini di pochi mesi proprio no”. La dichiarazione arriva dopo la notizia di una mamma che a Ferrara ha ritirato sua figlia da un nido perché ci lavora come collaboratrice una 37enne con sindrome di Down, che è stata difesa dalle educatrici. Insomma, quelle figure istituzionale che dovrebbero con la loro autorevolezza arginare l’ignoranza che genera disparità e disuguaglianze spesso non fa altro che peggiorare la situazione. Che esempio rappresentano per la società civile?

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Difesa dell’aborto a Milano, Bologna perde Atlantide

Un centinaio di scritte pro aborto e una contromanifestazione hanno accolto sabato 10 ottobre a Milano l’ennesima marcia di preghiera del comitato No-194, il gruppo ultraconservatore cattolico che si batte per l’abolizione dell’interruzione volontaria di gravidanza. Le femministe hanno lanciato mazzi di prezzemolo – utilizzato in passato per indurre rischiosi aborti – difendendo il diritto a decidere sul proprio corpo. Lo scontro è stato esclusivamente verbale, ma alcune contestatrici hanno dichiarato di essere state bloccate dalla polizia.

Intanto a Bologna la sede dello storico collettivo Lgbt punk Atlantide è stato sgomberato e murato per ordine del sindaco Pd Virginio Merola. Polizia e vigili urbani sono stati accolti con bicchieri pieni di liquido rosa e preservativi, mentre il resto del collettivo protestava dal dirimpettaio Circolo anarchico Berneri. Il sindaco ha definito le resistenze allo sgombero con un’espressione grave: “pressioni della lobby gay“. Atteggiamento che ha provocato le dimissioni dell’assessore alla Cultura Alberto Ronchi. Gli ex occupanti non hanno intenzione di arrendersi: il 10 ottobre ha avuto luogo un corteo per Atlantide, accompagnato sui social dall’hashtag #atlantideovunque, lanciato con un appello internazionale.

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La Francia riconosce il “sesso neutro”

Sui documenti ufficiali potrà avere il sesso neutro, né femminile né maschile. è ciò che ha stabilito un giudice francese del tribunale di Tours accettando la richiesta di una persona intersessuale di vedere riconosciuta la neutralità della sua natura sessuale. “Il sesso assegnatogli dalla nascita – si legge nella sentenza tradotta in italiano dalla Rete Lenford – appare come una pura finzione impostagli durante l’intera esistenza: qui non si tratta di riconoscere un ‘terzo sesso’ ma di prendere atto dell’impossibilità di indicare il soggetto come appartenente a questo o a quell’altro genere”. E’ la prima volta in Europa che un tribunale riconosce la possibilità del sesso neutro. Una  piccola vittoria per le persone intersessuali – ossia quelle persone i cui cromosomi sessuali, i genitali e/o i caratteri sessuali secondari non sono definibili esclusivamente come maschili o femminili – la cui esistenza non è ancora accettata né socialmente né legalmente nella maggior parte dei Paesi.

La battaglia per i diritti delle persone intersessuali è appena cominciata e solo due paesi al mondo riconoscono la non-binarietà del sesso. L’Australia, dove esiste il “genere non specifico“, e il Nepal, che riconosce il terzo sesso. Mentre Malta dall’aprile 2015 è il primo stato che ha reso illegali le operazioni chirurgiche per modificare i caratteri sessuali senza consenso dell’individuo, incluse quelle normalmente praticate sui bambini intersessuali a pochi mesi dalla nascita, definite da poco una violazione dei diritti umani da parte dell’Onu.

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