Feminist News: gli attacchi a Vendola, in piazza il 5 marzo, violenza contro le donne agli Oscar

Rassegna stampa dal 26 febbraio al 3 marzo 2016

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Le famiglie arcobaleno e i loro figli nel ciclone

Anche se l’articolo che allargava la possibilità di adozione del figliastro anche alle coppie omosessuali è stata stralciata dal ddl sulle unioni civili, sono sempre più numerose le famiglie arcobaleno che ottengono questo riconoscimento grazie alle sentenze dei tribunali. Questa settimana è stata approvata per la prima volta l’adozione incrociata di due bambine da parte di una coppia lesbica: le due donne saranno legalmente madri di entrambe le bambine, che però non saranno tra loro sorelle (cosa che invece avviene nel caso di adozione incrociata del figliastro nelle coppie eterosessuali).

Ma la notizia che ha fatto più discutere è stata la nascita di Tobia Antonio, figlio di Nichi Vendola e del suo compagno Ed. Il bambino è nato in California, grazie alla gestazione per conto di altri (con ovulo donato da una seconda donna): il caso ha riacceso le polemiche sulla gpa e, purtroppo, le posizioni ragionate sono state ben presto subissate da insulti e toni da tifoseria. Noi ci auspichiamo, invece, che su un tema tanto delicato e tanto strumentalizzato, si possa al più presto aprire un dibattito approfondito e civile (come hanno fatto Del Bue, Concita De Gregorio e Rossi Marcelli).

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Il 5 marzo in piazza per i diritti!

Sabato il movimento lgbti torna in piazza a Roma (e anche a Londra): “Ora, diritti alla meta” è una manifestazione che dà voce alle diverse anime del movimento, consapevoli che la fiducia in Senato sul ddl Cirinnà sia un primo passo avanti (i diritti per le coppie ci sono tutti), ma sia ancora discriminatorio (perché è sparito qualsiasi riferimento alla vita di coppia, anche sessuale, e alla famiglia) e soprattutto terribilmente incompleto dopo lo stralcio della stepchild adoption (adozione del figliastro). Si chiede dunque una veloce approvazione della legge anche alla Camera, ma anche il riconoscimento delle famiglie arcobaleno, il matrimonio ugualitario e l’approvazione della legge contro l’omo-transfobia.

La manifestazione sembra oggi ancora più necessaria dato che il fronte omofobo del ben noto Mario Adinolfi proprio in questi giorni sta diventando un vero e proprio partito: il “Partito della famiglia“, con un simbolo che ricorda quello del partito omofobo francese La Manif pour tous. Lo slogan, poi, è tutto un programma: “no gender nelle scuole“.

Ci vediamo a Roma!

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Ancora nessuna casa per Chiara

Sabato scorso è circolata la notizia del trasferimento imminente di Chiara Insidioso – ridotta a un vegetale dopo un tentato femminicidio e bisognosa di assistenza specializzata 24 ore al giorno – in un’abitazione adatta alle sue esigenze, che i suoi genitori non possono permettersi economicamente. In realtà, come racconta il padre della ragazza, il Comune di Roma ha semplicemente segnalato la disponibilità di un appartamento, di cui va valutata l’adattabilità e in cui successivamente andrebbe intrapresa una lunga ristrutturazione. L’appello #UnaCasaPerChiara lanciato dal Telefono Rosa non ha quindi ancora raggiunto il suo scopo e la 21enne dovrà trasferirsi nella struttura per malati terminali non adeguata a lei e affidarsi alle terapie di personale esterno. I costi però, sottolinea l’appello, dovrebbero essere sostenuti dallo Stato per tutta la vita di Chiara, come prescrive la Convenzione di Istanbul per le  donne vittime di violenza. Le notizie errate diffuse nei giorni scorsi rischiano di sminuire la gravità della situazione e di avviare un processo di “rivittimizzazione“, come spiega Luisa Betti.

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Quote rosa, queste sconosciute

Nei comuni, nelle regioni e persino nel Governo le donne sono sottorappresentate: ben 288 giunte comunali sono esclusivamente maschili. Le sindache sono appena il 13,4%, 1 su 7, e le assessore il 32%, molte meno della percentuale minima del 40% imposto dalle Legge Delrio del 2014, e ben 288 giunte comunali sono esclusivamente maschili. Per quanto riguarda le giunte regionali l’Italia , con il 15,8% è decisamente al di sotto della media europea del 32%. Il tema fondamentale della parità di genere, che ricordiamo è uno degli obiettivi Onu per il 2030, non è più trascurabile: il Tar e il Consiglio di Stato nel 2015 hanno sciolto 4 giunte per inferiorità numerica femminile e respinto il ricorso del sindaco di Montalto che affermava fosse stato impossibile individuare le risorse femminili da inserire nella giunta. D’ora in poi, ha stabilito il Tar, la ricerca di un equilibrio nella rappresentanza dei sessi nelle giunte dovrà essere preventiva e non verranno accettati pretesti.

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Oscar 2016: Lady Gaga contro gli stupri sul palco

La scorsa settimana si è tenuta la cerimonia degli Oscar 2016, che anche quest’anno ci ha regalato qualche sorpresa, non sempre positiva. Iniziamo con le belle notizie: il cantante Sam Smith, vincitore del premio per la miglior canzone (del film di James Bond “Spectre”) ha dedicato il suo premio alla comunità lgbt, ma soprattutto Lady Gaga ha portato sul palco un gruppo di donne sopravvissute alle violenze sessuali mentre si esibiva con “Til it happens to you” (Finché non capita a te), canzone che racconta la piaga degli stupri nei college americani, di cui lei stessa è stata vittima.

Diverse, però, anche le note dolenti. Indigesta la battuta del presentatore Chris Rock che ironizzava sulla campagna #AskHerMore (Chiedile di più), nata perché alle donne del cinema si faccia qualche domanda sul loro lavoro oltre che sui loro abiti: il comico ha banalizzato l’iniziativa, di cui non sembra aver colto a fondo il significato. A fare più scalpore, però, è stata la gelida (e cafona) accoglienza da parte di alcuni celebri uomini nelle prime file alla vittoria di Jenny Beavan come miglior costumista nel film Max Mad: Fury Road, colpevole di non curarsi di essere bella. Alcuni l’hanno squadrata, altri hanno ridacchiato e nessuno di loro le ha regalato un meritato applauso, come mostra una clip che ha fatto il giro del web. La bravissima Beavan, in compenso, è diventata in pochi giorni l’idolo di tanti, che hanno amato il suo look anticonformista e la sua semplicità.

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