Elena Garlatti, una fisica a Honolulu: “La scienza non ha sesso”

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Elena Garlatti, di professione fisica

“Se la ricerca è vostra reclamate che sia il vostro nome a comparire per primo sulla pubblicazione e abbiate coraggio!”. Parola delle Women in Magnetism (Donne nel magnetismo), scienziate che si sono riunite in occasione della 59esima conferenza MMM (Magnetism and Magnetic Materials) tenutasi a Honolulu (Hawaii) lo scorso novembre, a cui ha preso parte anche Elena Garlatti, 30 anni e un dottorato al dipartimento di Fisica dell’Università degli studi di Parma.

“L’incontro delle Women in Magnetism è stato di grande ispirazione e interesse”, spiega Elena. “Tante scienziate hanno dato consigli su come rivendicare il proprio posto nel mondo accademico e portato la loro personale esperienza, per cercare di contrastare la tendenza che vede le donne, in questo campo, più accomodanti. A volte si accontentano per non entrare in contrasto con il gruppo, che spesso è composto da una percentuale maggiore di uomini”.

Il meeting viene sempre organizzato in occasione della conferenza annuale del MMM. Ogni volta cambiano le relatrici e le storie, ma gli argomenti riguardano sempre la leadership, l’equilibrio tra vita lavorativa e personale e la crescita professionale.

“L’iniziativa era aperta a tutti –  racconta ancora Elena – e hanno partecipato tanti uomini. La situazione, infatti, sta cambiando rapidamente! Da quando ho iniziato il dottorato a oggi, nel giro di qualche anno, ho colto in maniera chiara il sovvertimento: a Parma ora sono in maggior numero le ragazze che iniziano il dottorato, rispetto ai ragazzi. E pensare che un tempo si diceva che le scienze dure fossero qualcosa a cui erano portate solo le menti ‘maschili’. Ecco, sono ben lieta che gli eventi abbiano dimostrato la realtà dei fatti, ovvero che l’approccio alla materia non è appannaggio dei maschi, bensì di tutti coloro che studiano con serietà e dedizione”.

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Honolulu – Women in Magnetism meeting

Ho chiesto a Elena della sua esperienza personale in Italia e mi ha risposto: “Non ho mai subito vessazioni di tipo maschilista da parte dei professori o da chi era più grande di me, ma debbo essere onesta: la battuta del collega di corso sul fatto che sono donna, è sempre dietro l’angolo. Privo di cattiveria, talvolta, ma il moto di invidia va a parare sempre lì. E’ capitato che si facesse ironia sul biondo dei miei capelli. Un commento bonario, lo sanno quanto valgo, ma è indice di una mentalità secondo la quale le donne non sono portate per la fisica. Io continuo a studiare e a essere curiosa. Per la scienza, certo, ma anche per tutte le donne”.

Nella famiglia di Elena ci sono stati altri esempi di donne di successo nel campo delle scienze: “La sorella di mio nonno, Carolina Foglia, si era laureata in Matematica e Fisica nel 1924 a Pisa, aveva la patente e fumava in pubblico: ai tempi era un’anticonformista. Chi la vedeva sfrecciare in auto in compagnia di mio nonno gridava a quest’ultimo ‘mantenuto!’ perché non sapevano che fossero fratelli. Inoltre una cugina di mia mamma, Carla Foglia, insegnava Fisica proprio qui a Parma, ora è in pensione. Quando ho discusso la tesi di dottorato lei era presente e mi ha detto: ‘Quando ti ho sentita esporre la tua ricerca, ho riconosciuto la stessa passione e preparazione di Carolina’. E’ stato emozionante, ho pensato che mi avesse passato il testimone e mi è piaciuto rivedermi in quella donna anticonformista, protagonista di racconti familiari”.

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