Donne e motori: non siamo bamboline, parola di motociclista

Negli scorsi giorni, si è tenuto presso il più importante centro fieristico umbro un evento denominato “Donne e Motori”.

Non è il caso di mostrare tutte le immagini utilizzate per promuovere la manifestazione: basta la locandina, dove una donna indossa una tuta in latex generosamente aperta sul seno, e un casco integrale che nasconde quasi completamente il volto.Donne e motori: locandina dell'evento in cui si vede una donna con il casco integrale mentre mostra la scollatura

La kermesse è stata pubblicizzata con un video che sottolinea le prodezze maschili in motociclette e automobili, mentre le donne sono state rappresentate come preziosi elementi decorativi. Si vedono molti motori, mentre di donne che si intendono di motori, nemmeno l’ombra: è sufficiente che qualche ragazza giovane e ammiccante sculetti davanti ai mezzi, e il loro compito sembra essere esaurito.

Ho citato questo evento solo come esempio, ma sono innumerevoli le situazioni in cui donne bellissime e poco vestite sono associate a stupende automobili e motocicli fiammanti.

Peccato che la mia esperienza di centaura mi suggerisce che, nella vita reale, le cose vanno a volte diversamente e ci sono situazioni in cui donne come me vivono la passione per i motori da protagoniste.

Faccio parte di due club motociclistici sardi: uno è composto unicamente da donne (Iron Lady Sardinian bikers, dove essere donne è chiaramente la nostra forza e la nostra caratteristica), mentre l’altro è un gruppo dove il genere di appartenenza si è rivelato non importante: i Balentes bikers.

Mi è capitato di partecipare a motoraduni dove, alla partenza, ero l’unica donna a guidare. All’ultimo incontro c’era solo un’altra donna in sella alla propria moto, una donna che è anche moglie e madre e stava dedicando un po’ di tempo alla sua passione mentre il marito e il figlio trascorrevano una giornata al mare. La cosa positiva è che nessuno ha trovato niente di strano in merito!

A tutti gli incontri ai quali ho partecipato, non ho mai percepito che il mio genere influenzasse l’esperienza con altre persone dedite alle moto. Davanti ad una birra si è parlato spesso di prestazioni delle due ruote, di modifiche agli impianti di scarico, di modelli, di esperienze in sella e ognuno ha raccontato i propri giri in solitaria.

Certo, mi è stato a volte sottolineato di essere parte di una minoranza, visto che le centaure sono poche, ma erano solo constatazioni senza secondi fini: ho sempre avuto la sensazione di far parte di un gruppo dove essere donne o uomini non sembra essere un elemento determinante.

Donne e motori: tre componenti del gruppo sardo di motocicliste Iron Lady
Foto dalla pagina Facebook delle Iron Lady

I raduni sono esperienze dove si condivide l’amore per le due ruote in un clima piacevole e disteso e dove le differenze di genere si annullano.

E’ vero che ci sono tante zavorrine (termine che non ha assolutamente una valenza dispregiativa ma indica il ruolo di “passeggera”) e a volte qualcuna di loro somiglia alle donne rappresentate nelle foto della kermesse umbra, ma ho sempre pensato che anche loro sono libere di vestirsi come vogliono. Di certo non è mancato il dialogo con me che, rispetto a loro, sono imprigionata dentro uno scafandro, con tutta l’attrezzatura di protezione addosso.

Gli stereotipi non inficiano il clima dei raduni, altrimenti non avrei partecipato e non continuerei a farlo. Chi crea certe campagne, probabilmente non conosce donne che veramente fanno parte del mondo dei motori, dove sono tutt’altro che decorazioni.

Infatti, una donna che va in moto è spesso osservata con stupore, ma solo da chi di moto non ne capisce niente: le domande più frequenti che ci pongono sono infatti “ma è tua?“, oppure “ma la sai guidare?”, “non è pesante?”, “non hai paura?”… fino all’evergreen sarcastico “ma impenni?”.

Nei Balentes bikers ho respirato un’aria completamente diversa. Condivido la passione per la moto con altri e altre appassionati:  si sta insieme, sia che le donne siano zavorrine, sia che siano a cavallo della propria moto.

balentes

Insomma, cari organizzatori di eventi dedicati ai motori, prendete atto che le donne che guidano le moto, anche se forse non sono ancora tantissime, esistono e non sono graziose bamboline, ma hanno l’attrezzatura e i capelli spettinati. E sono padrone del proprio mezzo, proprio come i motociclisti uomini.

Donne e motori: gruppo di motociclisti sul lungomare di Marceddì in Sardegna, in testa due motocicliste
Eccomi in sella in prima fila!

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Elli Sensi Pecora
Cantante per passione, psicologa per vocazione, gattara per devozione. Adora le auto gialle e girare per il Campidano in moto, detesta i fronzoli e i giri di parole. E' femminista da quando un maschio villoso le disse che doveva radersi le ascelle per ragioni igieniche.

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